Dopo la condanna a un anno per la caduta di due imputazioni i legali di Fabrizio Corona intendono presentare una nuova istanza al Tribunale di Sorveglianza di Milano per ottenere la scarcerazione dell’ex ‘re dei paparazzi’ e l’affidamento in prova ai servizi sociali. La difesa dell’ex agente fotografico (i legali Ivano Chiesa e Luca Sirotti per il processo penale e l’avvocato Antonella Calcaterra per il procedimento davanti alla Sorveglianza) punta a depositare l’istanza anche prima del deposito delle motivazioni del verdetto, attese tra 90 giorni.

Il collegio presieduto da Guido Salvini, giudici a latere Andrea Ghinetti e Chiara Nobili, ha assolto Corona dall’intestazione fittizia dei contanti alla collaboratrice Francesca Persi, reato che giustificava la misura cautelare, e da una presunta violazione di norme patrimoniali sulle misure di prevenzione e lo ha condannato per una sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte relativa ad una cartella esattoriale e non ai soldi sequestrati in Austria e in un controsoffitto. Anche se questo reato sarebbe stato commesso nel 2016, nel periodo in cui l’imputato era in affidamento in prova (poi revocato dopo l’arresto dello scorso ottobre), la Sorveglianza, ha chiarito l’avvocato Chiesa, “dovrà valutare se Fabrizio ha i requisiti di meritevolezza per l’affidamento“. Poi, ha aggiunto, “il problema fiscale non esiste più, perché Corona i 123mila euro di quella cartella li ha già pagati al Fisco nei mesi scorsi“.

Per il 21 giugno, intanto, è fissata un’udienza in Cassazione sulla continuazione tra i reati di condanne già definitive che impatterà sul cumulo pene, mentre il 4 luglio ci sarà un’udienza a Milano davanti alla Sezione misure di prevenzione che dovrà decidere sulla confisca o meno dei soldi sequestrati e della sua casa. L’udienza davanti agli ermellini è particolarmente importante perché la Procura di Milano ha presentato ricorso chiedendo di annullare il provvedimento con cui il gip Ambrogio Moccia, alla fine di settembre (poco prima del nuovo arresto), aveva evitato all’ex re dei paparazi di ritornare in cella riconoscendo la continuazione tra i reati di estorsione, tentata estorsione e bancarotta, per i quali è stato condannato in via definitiva.