Il dato vero di queste amministrative? E’ che il centrodestra italiano, a differenza del centrosinistra, ingoia qualsiasi rospo. Quando deve vincere, si presenta unita. Se domani a Salvini dicessero che per essere al governo si deve vestire da muflone e canticchiare i Ricchi e Poveri, lui lo farebbe”. E’ il commento del giornalista de Il Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi, intervenuto a Otto e Mezzo (La7) assieme al filosofo Massimo Cacciari e il notista politico del Corriere della Sera, Massimo Franco. “Il centrosinistra invece” – continuala firma del Fatto – “sta passando il tempo, anche in queste ore, a litigare. E’ una vecchia prassi di sinistra: Civati se la prende con Fratoianni, che se la prende con Bersani, che se la prende con Pisapia. E quindi, non si capisce questa cooperazione di centrosinistra a cosa porterebbe e chi la guiderebbe”. Scanzi analizza anche la débâcle del M5S: “Il movimento ha sempre avuto problemi alle amministrative. Ricordiamo che ha vinto in due occasioni: o in città dove c’è stato un disastro planetario nelle giunte precedenti, come a Roma, a Parma, a Livorno, oppure in quelle località dove i consiglieri comunali precedenti hanno lavorato bene ed è il caso di Appendino. In questa occasione non è successo né l’uno, né l’altro. Per esempio, a Taranto potevano avere delle chances, a Palermo avevano delle possibilità e neanche sono arrivati al ballottaggio, a Genova si sono suicidati, a Parma hanno isolato e trattato come un appestato Pizzarotti che sta governando bene e infatti è in testa al ballottaggio. Queste” – prosegue – “sono delle casistiche evidenti. In più, non sono radicati nel sistema e c’è ancora una ragione, per la quale Grillo potrebbe dire che non sono finiti, e infatti non sono finiti per niente: spesso il M5S è la prima lista in città dove non va al ballottaggio. A Palermo, ad esempio, se sei primo, ma non ti allei con nessuno, verrai sempre fatto fuori da alleanze e da questo formicaio di liste civiche“. E’ d’accordo Cacciari che aggiunge: “Il sistema elettorale delle amministrative obbliga alla coalizione, ma un partito come quello di Grillo, che è si è qualificato come anti-sistema e anti-inciuci, ha difficoltà enormi a vincere”