Semplicemente la peggior gara della stagione, solo in parte raddrizzata dalla rimonta in extremis. Non serve aggiungere molto per descrivere il gran Premio del Canada della Ferrari, costretta ad osservare il trionfo indisturbato di Lewis Hamilton, seguito a debita distanza dal compagno di squadra Valtteri Bottas. Le rosse non vanno neanche sul podio, completato dalla Red Bull di Daniel Ricciardo: Sebastian Vettel chiude quarto, grazie a un gran finale ma per colpa di un contatto con Verstappen alla prima curva che condizionerà tutta la corsa; molto più deludente Kimi Raikkonen, settimo, lento dal primo all’ultimo giro senza apparenti giustificazioni se un guaio che pregiudica solo gli ultimi giri. E così la Mercedes se la gode, piazzando soltanto al settimo Gp la prima doppietta dell’anno, dopo tre stagioni da dominatrice assoluta. Segno che i tempi sono cambiati, nonostante Montreal.

In Canada succede tutto, o quasi, alla partenza. Quella clamorosa di Jos Verstappen: in una mossa sola l’olandese passa addirittura da quinto a secondo con una manovra spettacolare, infilandosi prima all’interno e poi all’esterno, confermando tutto il suo talento. Nel compiere questo triplo salto, però, chiude la prima curva in maniera molto decisa. Come sua abitudine, un dettaglio quasi trascurabile se a rimetterci non fosse proprio Vettel. Come d’abitudine, appunto, visti gli screzi già visti fra i due: la traiettoria aggressiva della Red Bull sfiora impercettibilmente la rossa del tedesco, quanto basta per danneggiarle l’ala anteriore. E dopo qualche giro si scoprirà più seriamente del previsto: il pit-stop obbligato sancisce subito la rinuncia ai sogni di gloria, almeno per questa domenica.

Al via, per altro, non c’è solo il caos generato dallo scatto di Verstappen ma anche quello nelle retrovie, dove Sainz si tocca con Grosjean e finisce per travolgere il povero Felipe Massa. Tanta paura, tutti illesi ma safety-car immediata. Quindi altra partenza (lanciata), altra girandola di emozioni: Verstappen sull’onda dell’entusiasmo prova ad attaccare Hamilton ma deve difendersi da Bottas, esplode l’ala di Vettel danneggiata alla prima curva, Raikkonen perde il controllo della monoposto sull’erba e ulteriori posizioni in pista. Da questo avvio shock le Ferrari, tra guai tecnici e botta al morale, faticheranno a riprendersi. Raikkonen praticamente non pervenuto fino alla fine. Vettel, dopo aver subito il contraccolpo iniziale, ad un certo punto riesce a metà gara a riaccodarsi al treno per il podio, ma deve fermarsi per forza un’altra volta: impensabile fare 70 giri o quasi con le stesse gomme. La seconda sosta sembrerebbe di troppo, invece il tedesco riesce ancora a ricucire e ad approfittare dei contrasti fra le due Force India di Perez e Ocon per issarsi con un paio di sorpassi da campione fino alla quarta piazza. Per il podio, invece, è troppo tardi, ma è comunque un piccolo capolavoro che vale punticini insperati in chiave mondiale.

Davanti, invece, nulla da segnalare. Anche perché intanto quello che poteva essere il grande protagonista di giornata, era diventato solo la variabile impazzita della prima curva: dopo una manciata di giri Verstappen si è ritirato tradito dalla sua Red Bull. E non c’è più stato nessuno a neanche provare di impensierire Hamilton. Certo non il suo scudiero Bottas, tranquillamente secondo a una decina di secondi distanza. Il monologo Mercedes in pista lascia il segno anche in classifica: il vantaggio accumulato da Vettel a Montecarlo viene esattamente dimezzato dal passo falso in Canada. Non era mai successo quest’anno che la Ferrari non andasse a podio con neanche uno dei suoi due piloti: ora Hamilton dista 12 punti. Ma in fondo l’errore era pensare di aver già spezzato un equilibrio che durerà fino alla fine.

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