Trump ci porta indietro di 20 anni. E non metaforicamente, proprio come un altro atto di un precedente presidente americano: George Bush, che nel 2001 era già uscito dall’accordo di Kyoto. Quindi stiamo ripetendo, ahimè, un percorso esattamente identico”. Così il meteorologo Luca Mercalli commenta l’addio di Donald Trump all’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Intervenendo a Cogne (Aosta) al convegno ‘La Médecine de montagne’, ha spiegato: prima il protocollo di Kyoto “l’aveva ratificato Clinton, per mano del suo vice presidente Al Gore”, protagonista del film ‘Una scomoda verità’. Quindi “arriva Bush e dice ‘io delle scomode verità me ne infischio, preferisco la rassicurante bugia’, ed esce da Kyoto.

Questo toglie il numero legale: dal 1997, bisognerà aspettare il 2005 per mandarlo in vigore”. Allo stesso modo al momento della ratifica dell’accordo di Parigi “c’era Obama, adesso arriva mister Donald, che dice che ‘sono tutte fandonie”. Trump, ha detto Mercalli, sostiene che “non è vero niente, il clima non cambia per mano umana. E’ chiaro, è stato sostenuto dal voto di minatori, non di magnetite ma di carbone. E quindi adesso siamo daccapo. Poi abbiamo avuto le incoraggianti dichiarazioni ‘dall’accordo non si esce, l’Europa dura alla meta’. E questo l’ha sempre fatto. Speriamo, io posso solo dire che avremo bisogno di correre”.