La sinistra non è bella se non è litigarella. Potrebbe essere questo lo slogan del nuovo tentativo di unità a sinistra del Pd. A tenere banco, durante la manifestazione contro la nuova legge elettorale in piazza Montecitorio a Roma, organizzata da Anna falcone (del comitato per il No al referendum) e Tommaso Montanati, è ancora l’ex sindaco di Milano e promotore di ‘Campo progressista’ Giuliano Pisapia. “Se riconosce di aver sbagliato a votare Sì al referendum costituzionale, per lui e per altri le porte sono aperte” afferma Falcone, giurista già tra i simboli del No che oggilancia un appello “alla società civile e alla parte più volenterosa della sinistra: costruire una sinistra unitaria per le prossime elezioni politiche”. Appuntamento a Roma il prossimo 18 giugno per le prove di unità. Ma come? “Cambiando tutte le politiche di questi anni” è l’opinione di Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, che per primo, assieme a Giuseppe Civati ha risposto all’appello all’unità. Pisapia pone un veto su Sinistra Italiana? “I veti fanno un po’ ridere, i contenuti che definiscono un perimetro li definiamo tutti insieme. Il centrosinistra oggi non c’è più perché è finita una stagione politica – afferma Fratoianni, che aggiunge – nella prossima legislatura supereremo il 5% ed in Parlamento se qualcuno propone il reddito di cittadinanza noi lo votiamo, se qualcun’altro proporrà il ripristino dell’articolo 18 noi lo votiamo. Se su questo c’è chiarezza, questo progetto ha la forza di costruire un consenso, altrimenti questo tentativo di unità rischia solo un piccolo gioco all’interno del teatro della politica, che non interessa a nessuno”. Sul cantiere della ‘sinistra unita’ incombe però, l’ipotesi del voto anticipato in autunno, col rischio di non avere il tempo di mettere su programma e liste condivise ed una leadership e dunque di fare la fine della ‘sinistra arcobaleno’ che restò fuori dal Parlamaneto. Ma tra i diversi soggetti, c’è anche diversità di orizzonti e perimetri. “Unirci a sinistra del Pd? I dem hanno lasciato un campo libero, che è quello del centrosinistra – afferma Francesco Laforgia, Capogruppo dei deputati di Art.1-Mdp che aggiunge – penso che ci sia la consapevolezza da parte di tutti, anche di Pisapia, di dover fare una cosa che non assomiglia a esperienze del passato, cioè non di mettere insieme delle sigle, ma rigenerando la sinistra con un progetto condiviso per il Paese”.

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La legge elettorale cambia, la fregatura rimane

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