Prima le scuole ora gli uffici. Il dissesto della Provincia di Caserta continua. Da lunedì prossimo potrebbero chiudere per gravi carenze igienico-sanitarie gli uffici dell’ente che da quasi tre mesi non paga gli stipendi agli oltre 400 dipendenti in organico e non è in grado di provvedere neanche alla pulizia delle varie sedi. Il contratto con la ditta che effettuava l’attività è scaduto ad inizio aprile; nel frattempo è stata chiusa la sede storica della Provincia, a Corso Trieste, e tra qualche giorno la stessa sorte potrebbe toccare alla sede nuova, nell’area ex Saint Gobain di Caserta. Il dirigente della Provincia Gennaro Spasiano ha già disposto la chiusura degli uffici dal 12 giugno prossimo se non verranno effettuate operazioni di pulizia, o non interverrà qualche altro ente pubblico, come l’Asl. Al momento la situazione igienico-sanitaria è al collasso, con i rifiuti non raccolti che si sono accumulati all’esterno degli uffici e lungo i corridoi.

Gli ispettori dell’Azienda sanitaria hanno effettuato un sopralluogo il 12 maggio scorso dando tre giorni di tempo ai responsabili della Provincia di provvedere a ripulire gli interni; ciò non è avvenuto, anzi qualche giorno fa gli stessi lavoratori, con un’azione tanto dimostrativa quanto concreta, hanno rimosso parecchie chili di rifiuti abbandonati nel palazzo dell’Ente; ad oggi, scrivono in una nota congiunta i sindacati Cisl-Fp, Cgil-Funzione Pubblica, Uil-Fpl e Ugl, “quei dipendenti che già soffrivano di determinate patologie incompatibili allo stato dei luoghi, hanno subito un aggravamento delle stesse, mentre coloro che normalmente non risultano affetti da alcuna patologia specifica, cominciano ad accusare malesseri sia fisici che soprattutto psichici. Alla luce di quanto appena esposto, risulta evidente l’oggettiva impossibilità di poter garantire l’efficienza e la continuità dei servizi espletati, malgrado i notevoli sacrifici e l’impegno profuso dagli stessi, in presenza delle predette difficoltà”. La Provincia in dissesto non è grado neanche di provvedere alle attività assegnategli dalla legge, come la manutenzione di scuole superiori e strade

Sui tre stipendi arretrati ai 430 dipendenti (270 in servizio alla Provincia e 130 al Museo Campano di Capua e all’Ufficio Provinciale per l’Impiego), arriva l’ulteriore nota polemica dei sindacati, dopo che nelle scorse settimane prima il Governatore della Campania De Luca, quindi il Sottosegretario Boschi, erano intervenuti garantendo l’erogazione di 4 milioni di euro proprio per le retribuzioni. “Vi chiediamo di tener fede al vostro impegno e di prendere contatti con l’istituto tesoriere per concretizzare rapidamente questo trasferimento di risorse perché le famiglie dei dipendenti, soprattutto quelle monoreddito, non ce la fanno più ad andare avanti”, scrivono i sindacati, che temono i tempi troppo lunghi perché il Parlamento approvi la cosiddetta “manovrina”, che ha stanziato un certo numero di risorse per tutte le Province, compresa quella di Caserta e che dovrebbe arrivare al Senato il 13 giugno.