Il presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump? “Fa il gioco dell’Isis. E fare il gioco dell’Isis è da ignorante”. Ci ha impiegato tre giorni il sindaco di LondraSadiq Khan, per replicare agli attacchi arrivati dalla Casa Bianca. Per ben due volte lungo le ultime 48 ore il primo cittadino londinese aveva snobbato Trump e i suoi commenti sull’attentato del London Bridge affidando al suo portavoce solo poche parole: “Il sindaco è troppo impegnato”. A 48 ore dalle elezioni in Inghilterra, però, l’esponente dei Laburisti decide di sganciare un vero e proprio siluro in direzione Washington. Un modo per rispondere al presidente americano, certo, ma sopratutto un escamotage per conquistare attenzione mediatica a poche ore dalle elezioni. Anche perché, Khan replica a Trump ma si rivolge al governo di Theresa May.

“Non penso che dovremmo srotolare il tappeto rosso per il presidente degli Usa nelle circostanze in cui le sue politiche vanno contro tutto ciò per cui noi ci battiamo”, ha detto Khan nel corso di un’intervista a Channel 4 News trasmessa ieri sera. Il sindaco infatti ha chiesto a Downing Street britannico di annullare la visita del presidente americano nel Regno Unito. Una richiesta al quale risponde a stretto giro di posta, il ministro degli Esteri Boris Johnson. “Non c’é ragione per cancellare la futura visita di Stato di Trump nel Regno Unito”, ha detto l’esponente dei conservatori. Che, però, sempre in chiave elettorale, evita di dare torno al sindaco di Londra ma anche di schierarsi dalla sua parte. “Sadiq Khan – ha detto Johnson –  ha fatto bene a parlare come ha parlato, riguardo alle rassicurazioni che ha rivolto ai cittadini di Londra. Tuttavia non desidero interferire in una disputa fra il sindaco di Londra e il presidente degli Stati Uniti”. Già ieri Khan aveva tirato in ballo il governo “accusandolo dei tagli che avevano fatto perdere molti poliziotti a Londra”.

Ma non solo. Perché intervistato da Good Morning Britain su ITV, Khan è andato oltre. Al giornalista che citava le  dichiarazioni di Trump sui “musulmani nelle mani degli estremisti” il sindaco ha ricordato “ci sono milioni di musulmani in tutto il mondo che amano l’America, me incluso. E fare il gioco della narrazione dell’Isis, secondo cui i valori liberali occidentali sono incompatibili con l’Islam, è da ignorante“.

Un attacco durissimo che d’altra parte è stato provocato dallo stesso numero uno della Casa Bianca. Era stato lo stesso, infatti, Trump ad incendiare i rapporti accusando il sindaco londinese di sottovalutare il rischio terrorismo poche ore dopo l’attacco di London Bridge. ” Almeno 7 morti e 48 feriti in un attacco terroristico e il sindaco di Londra dice che non c’è ragione per allarmarsi”, era stato il tweet del tycoon che metteva nel mirino l’invito alla calma rivolto da Khan ai suoi concittadini. Un attacco che potrebbe essere bollato semplicemente come grossolano se non si considerasse l’autore e il fatto che il sindaco proviene da una famiglia pakistana ed è musulmano.

“Il sindaco ha cose molto più urgenti da fare che rispondere ai tweet mal informati del presidente Trump”, aveva quindi risposto il portavoce di Khan, Matt Chorley. Una frase che aveva provocato un nuovo attacco da parte di Trump. “Patetica scusa del sindaco di Londra Sadiq Khan che doveva pensare velocemente alla sua ragione per non essere allarmatì. MSM (Main Stream Media) si stanno impegnando molto per diffonderla”, è tornato a scrivere su twitter il presidente americano. Che è stato di nuovo snobbato dal portavoce di Khan: “Nulla è cambiato da ieri. Il sindaco è impegnato a occuparsi dell’attacco terroristico orribile e vile di sabato e a lavorare con la polizia, i servizi di emergenza e il governo al fine di garantire la sicurezza di Londra”. Al terzo giorno, invece, ci ha pensato direttamente Khan a intervenire. Prima sottolineando di non essere “in guerra con Donald Trump”. Poi confermando di essere “troppo occupato per rispondere ai suoi tweet. Non siamo bambini al parco giochi. Lui è il presidente degli Stati Uniti, non è occupato?”. Quindi non ha più potuto fare a meno di trattenersi.