Un traffico di anabolizzanti nelle palestre di Bari e provincia attraverso uno scambio di informazioni, mai telefoniche. E’ quanto è emerso da una indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Bari e partita due anni fa, dopo che i finanzieri hanno scoperto – nel bagagliaio di un’auto – fermata all’ingresso del casello autostradale A14, una grande quantità di sostanze dopanti. In particolare, l’attenzione dei militari si è soffermata sulle fiale di Saizen – farmaco contenente l’ormone della crescita – e prodotto da una azienda di Modugno (Bari), Merck Serono spa, per tutto il territorio nazionale.

Un ruolo centrale era quello assunto da Dario Sonnino dipendente con mansioni manageriali: era lui a sottrarre all’azienda le fiale di Saizen per poi “spacciarle” ai proprietari delle palestre che provvedevano a rivenderle ai bodybuilder. O meglio, a quelli che considerano sportivi di alto livello. Infatti, a quelli definiti “pellegrini”, spacciavano acqua fisiologica per anabolizzante ma allo stesso prezzo.

Tra i body builder coinvolti nell’inchiesta ci sono anche il campione nazionale Nicola Tricariello, denunciato a piede libero, e Adriano Novelli, campione regionale nel 2015 accusato di spaccio di droga e di sostanze dopanti e già agli arresti domiciliari per detenzione di armi da fuoco. Un ruolo centrale è rivestito dalle donne che collaboravano con i mariti all’attività illecita. Grandissima l’attenzione utilizzata dai malviventi: mai una conversazione telefonica. I finanzieri sono stati costretti a utilizzare intercettazioni ambientali per proseguire le indagini.

Nell’ambito della stessa indagine, i militari hanno scoperto anche un giro di banconote false e di spaccio di stupefacenti che faceva capo a un pregiudicato barese. L’uomo aveva trasformato la sua abitazione – nella città vecchia – in una centrale di droga e anabolizzanti. Attraverso la creazione di un cunicolo aveva tracciato un collegamento con un’altra abitazione. Riusciva – così – attraverso la collaborazione di tutta la famiglia – a far sparire, in caso di controlli delle forze di polizia, le sostanze illecite. Non solo, attraverso intercettazioni telefoniche i militari hanno scoperto che – con la collaborazione di altri complici – gestiva anche un giro di banconote false. “Ce l’hai la maglia del Bari (riferendosi alle banconote da cinquanta euro ndr)?. Portami quelli dell’Inter (per i tagli da venti euro)”. L’azienda di Modugno – intanto – ha aperto una indagine interna per cercare di capire se oltre al manager arrestato questa mattina, siano coinvolti altri dipendenti nel traffico illecito.