Legge elettorale alla tedesca? Da lunedì potranno pure ribattezzarla alla gallese. Sì, perché c’è voluto un viaggio in Galles per vedere unito come non mai il parlamento italiano. L’occasione, manco a dirlo, è il pallone dato che a Cardiff è in programma la finale di Champions League tra la Juventus e i campioni in carica del Real Madrid. E pur di essere presente a quello che è l’evento sportivo dell’anno qualcuno ha anche rinunciato ai lavori parlamentari della propria commissione. Non un impegno qualsiasi dato che la commissione in questione è quella che si occupa di Affari costituzionali e sta discutendo in questo momento la nuova legge elettorale.

In forte ritardo sul lavoro per varare il nuovo sistema di voto, ma storicamente anche su provvedimenti fondamentali come il ddl di riforma penale, la legge sul biotestamento e sulle unioni civili – solo per fare qualche esempio – questa volta il parlamento è stato non solo puntuale ma anche efficientissimo. Merito dello Juventus Club Parlamento, che già dopo la semifinale vinta dalla squadra di Massimiliano Allegri con il Monaco ha preallertato i suoi 256 iscritti, tra i quali si contano 64 deputati e 30 senatori in carica, più 159 associati nelle scorse legislature.

La società di Andrea Agnelli, infatti, ha messo a disposizione degli iscritti al club juventino del Parlamento un pacchetto di biglietti – letteralmente introvabili da settimane – per la partitissima al Millennium Stadium. “Ogni senatore e deputato aveva diritto al massimo a due biglietti a testa. Poi c’erano quelli riservati per qualche dipendente di Camera e Senato e anche qualche cronista parlamentare”, spiega Francesco Boccia, deputato del Pd e presidente dello Juventus club di Montecitorio. Il costo della gita pallonara? “Novecentocinquanta euro per ogni partecipante: 330 per il biglietto dello stadio, il resto per il volo charter e il pullman”, dice Boccia, sottolineando che la truppa “farà ritorno dopo la partita, senza pernottare. Secondo me non prima delle 5 di mattina: ci sono almeno 50 charter in fila”.

A queste condizioni 171 passeggeri hanno riempito quasi totalmente un boing dell’Alitalia partito nel primo pomeriggio di sabato 3 giugno dall’aeroporto Fiumicino di Roma e diretto verso il Regno Unito. Nutrita la pattuglia di esponenti del Pd con lo stesso Boccia, il senatore Giuseppe Lumia e i deputati Maurizio Berretta, Daniela Sbrollini, Silvia Fregolent.  A bordo in direzione Cardiff, però, c’è un po’ di tutto: dal deputato fittiano Massimo Corsaro, al berlusconiano Elio Vito,  dall’alfaniano Bruno Mancuso fino al senatore verdinian socialista Lucio Barani, famoso perché porta sempre il garofano all’occhiello ma anche per qualche gestaccio irripetibile prodotto a Palazzo Madama.

Della comitiva fanno parte anche l’ex deputato del Pdl Maurizio Paniz – presidente onorario dello Juve club parlamentare – e l’ex ministro finiano Altero Matteoli, l’immancabile Antonio Razzi – al quale i tifosi juventini avrebbero dedicato anche qualche coro incontrandolo per strada – ma anche il governatore della Puglia, Michele Emiliano. “Io sono iscritto allo Juventus club di Andria e non sono parlamentare, però mi hanno invitato”, dice Emiliano, mentre alla trasferta calcistica ha partecipato anche chi era chiamato a rimanere a Roma. “Tra i presenti sull’aereo c’è anche Giancarlo Giorgetti della Lega Nord“, dice Boccia. Scelto da Giorgio Napolitano nel cosiddetto comitato dei Saggi per le riforme, Giorgetti fa parte della commissione Affari costituzionali della Camera che proprio in queste ore è in riunione fiume. Il motivo? La discussione della nuova legge elettorale. I parlamentari presieduti da Andrea Mazziotti di Celso, però, dovranno fare a meno del leghista Giorgetti che a sbarramenti e premi di maggioranza ha preferito Dybala e Higuain.

Come dargli torto, direbbe qualcuno, se non fosse che i suoi colleghi Matteo Richetti del Pd e Stefano Quaranta di Mdp, pure loro iscritti allo Juventus club e pure loro componenti della commissione Affari costituzionali, sono invece rimasti al lavoro. Non ha seguito la combriccola bianconera anche Vincenzo Santangelo, senatore del Movimento 5 Stelle che figura tra i soci dello Juventus Club. “Per la verità – dice – mi sono dimesso dopo le prime riunioni a inizio legislatura e a Cardiff non sono stato neanche invitato. Guarderò la partita a casa mia a Trapani”. In Italia è rimasto anche il senatore dem Stefano Esposito, juventino sfegatato e autore di una polemica infinita sul caso dei biglietti delle partite dei bianconeri venduti da appartenenti alla ‘ndrangheta. Perché Esposito, non avendo impegni politici particolari, non è partito insieme ai compagni di tifo in direzione Cardiff? “Il popolo festeggia a Torino“, dice il senatore di Moncalieri. “E poi – confessa – non ho voglia di prendermi il freddo di Cardiff”.

Twitter: @pipitone87