Uno sbaffo di cipria, di Marco Belli, romanzo che inaugura Grigio18, la nuova collana della casa editrice italocilena Edicola Ediciones, è un veloce e buon testo che mette in luce aspetti poco conosciuti di Ferrara, ma soprattutto di una zona arida di narrativa, mai protagonista sulla scena letteraria: il Polesine più profondo. Vivian Deacon, senzatetto che vive in un centro sociale, diventa la più originale tra i detective nostrani.

È una donna dal passato ingombrante che naviga in un presente di libertà e saggezza. Sia lei che gli altri personaggi del testo vengono tratteggiati con bravura. L’insieme è un mix tra Agatha Christie dopo un turno di nove ore al Petrolchimico e Alfred Jarry seduto in qualche bettola sull’argine del Po a bere vino scadente. Un polpettone ben riuscito tra generi, fotografie, infatuazioni e lezioni di letture ben assimilate.

Dopo Space Invaders torna una delle più importanti scrittrici latinoamericane, Nona Fernandez, con Chilean Electric (traduzione di Rocco D’Alessandro; Edicola Ediciones, 2017) strepitoso ping pong tra il presente e il passato del Cile utilizzando l’ispirazione data dalla luce elettrica. Nel 1883 Santiago viene illuminata per la prima volta artificialmente e da allora la percezione che uomini e donne avranno con la propria città muterà completamente e irrimediabilmente. Una bambina assiste all’evento e molti anni dopo sua nipote camminerà inesauribile per le strade della capitale cilena per salvare la memoria della nonna e di un’intera nazione. Libro di metafore, antidoto contro l’oblio, il testo di Nona Fernandez è interessante anche per l’uso grafico: mappe di Santiago, bollette della luce, il font che cambia e ritorna. Un progetto notevole, un’intelligente modo di raccontare la Storia partendo dall’intimo.

Nove variazioni sul tema della liberazione, della salvezza e della trasgressione dei divieti. Nove racconti che narrano il coraggio delle popolazioni caraibiche. Si tratta de Rue Monte au Ciel, della poetessa, drammaturga e scrittrice della Martinica, Suzanne Dracius (traduzione di Lea Olivieri; Edizioni Paginauno, 2017). Un’eroina dei Caraibi è posta al centro di ogni vicenda, si ritrova esposta a un pericolo e nel cercare di salvarsi riattiva memorie antiche, alimenta fenomeni culturali. Utilizzando una lingua mista, il latino creolo, l’autrice scrive pagine dove desiderio maschile e femminile, umorismo, sensualità, assurdità e magia si amalgamano in una sorta di trasposizione scritta del racconto orale antillano.

Yan Lianke è uno dei massimi romanzieri cinesi contemporanei. È stato pubblicato da poco Il podestà Liu e altri racconti (traduzione e postfazione di Marco Fumian; Atmosphere Libri, 2017), sei novelle graffianti che denunciano il potere, combinando insieme elementi della cultura tradizionale e la mentalità gerarchica della politica della Cina moderna. Un uomo che partecipa a una lotteria per farsi mettere in prigione al posto di un altro, mariti annoiati che picchiano le mogli, un tiranno locale, un giudice che parteggia per l’emarginato di turno, l’abbruttimento della società rurale: è un manifesto vivido e luminoso quello di Yan Lianke, capace di mostrare le contraddizioni, le ingiustizie e le aberrazioni della macronazione asiatica, usando uno stile surreale, lirico, tragico ed elegantemente scanzonato.

Rimanendo tra le uscite primaverili di Atmosphere Libri, interessante il romanzo per ragazzi Campi di fragole, del catalano Jordi Sierra i Fabra (traduzione di Simone Cattaneo), ritratto dei problemi esistenziali dei giovani d’oggi, che in qualche modo prende spunto dal significato di Strawberry Fields Forever dei Beatles, e la nuova intelligente e bellissima collana illustrata per bambini dai 4 ai 7 anni: per ora sono usciti Il mio primo Kafka. Piccoli fuggitivi, roditori & insetti giganti (adattamento di Matthue Roth, illustrazioni di Rohan Daniel Eason, traduzione di Raffalella Belletti), e Il mio primo Dostoevskij. Il coccodrillo: un caso straordinario (adattamento di Mauro Di Leo, illustrazioni di Strambetty), un ottimo modo per avvicinare i più piccoli alla grande letteratura.