Banale refuso o una bozza pubblicata per errore? Non si sa, ma per tutta la mattina di mercoledì la stampa e i social network hanno speculato su un misterioso messaggio che il presidente americano Donald Trump ha pubblicato su Twitter intorno alla mezzanotte americana (le sei del mattino in Italia). “Despite the constant negative press covfefe“, recitava il tweet. Peccato che “covfefe” in inglese non significhi niente. La tesi più accreditata è che si sia trattato di un refuso della parola “coverage”, che quindi renderebbe il messaggio traducibile come “nonostante la copertura negativa della stampa”. Un significato molto in linea con le numerose critiche di Trump alla stampa americana, ma il tycoon non conferma né smentisce le ipotesi. Anzi, alimenta il mistero. Dopo aver cancellato il tweet (a sei ore di distanza dalla pubblicazione), ne ha pubblicato un altro: “Chi riesce a indovinare il vero significato di ‘covfefe’? Divertitevi!”.

La stampa internazionale non si è lasciata sfuggire il primo tweet: il Guardian scrive che “ha lasciato molti dei suoi 31 milioni di follower perplessi e leggermente preoccupati“, mentre la Bbc ipotizza che il tycoon sia “andato a dormire senza finire la frase né correggere l’errore”. L’australiana Abc titola che Trump “potrebbe aver inventato la parola dell’anno (anche se per errore)”, e il portale americano Fusion ha lanciato via Twitter un sondaggio sull’ipotetica pronuncia di covfefe. Con il 37% di voti su circa 38mila, la favorita per il momento è “Cov-Fee-Fee” (cov-fi-fi in italiano), con l’accento sulla seconda sillaba.

Il presunto refuso ha attirato anche l’attenzione dei social network: #Covfefe è diventato trending topic mondiale, arrivando al primo posto tra gli hashtag più usati su Twitter a livello internazionale. Su Urban Dictionary, il dizionario online che raccoglie le definizioni e gli usi termini slang o giovanili, è già stata aggiunta una voce per il neologismo di Trump: secondo un utente, covfefe è “una parola usata per finire un tweet che non avrebbe mai dovuto essere cominciato”, mentre un altro ritiene che sia “un sostantivo usato quando vuoi scrivere ‘coverage’ ma le tue mani sono troppo piccole per premere tutte le lettere sulla tastiera”.

E se meme, gif e fotomontaggi si sprecano, c’è anche chi ha pensato di sfruttare l’errore presidenziale per riempire il portafogli. Su Internet infatti c’è già chi vende magliette, berretti, tazze e altri prodotti con la scritta “Covfefe”, slogan del tycoon riveduti e corretti (invece di “Make America great again” si legge “Make America covfefe again“) e ancora giochi di parole (“Non parlatemi prima che io abbia bevuto il mio covfefe”).