A me la morte fa incazzare. Mi rendo conto che è un sentimento illogico, ma la logica non è la regina delle mie notti e dei miei furori.

La logica mi serve per fare il caffè al mattino, per rispettare la segnaletica quando sono in auto, e a poco altro.

Perché faccio video ritratti? Perché so che l’uomo è un animale mortale e, come dice qualcuno, a volte è mortale all’improvviso.

Le banalità vanno rivalutate, hanno una radicale verità che non può essere smentita: siamo mortali e viviamo sempre sul filo del rasoio. Banalità tagliente. Verità senza scampo.

Un giorno mi chiama un mio amico poeta, Gabriele Contini e mi dice: “Sai che Fiamma Rossa è morta?”. Quando mi comunicano notizie di questo tipo la mia prima reazione è di sorridere, un sorriso che è come una ferita che sanguina. Fiamma non c’è più. Non è più di questo mondo. Sorrido per non impazzire. Le persone spariscono, siamo tutti numeri da circo di un grande illusionista.

Perché faccio video ritratti? Per catturare l’essenza di una persona, la sua nudità, per lottare contro la morte.

Di Fiamma ricordo il suo lato fanciullesco, la sua voglia di giocare ancora con la vita, l’amore, il sesso. Era sensuale, densa, claudicante ma fluida, un ordigno femminile di contrasti, carnale e spirituale, amava la poesia, il vino, l’arte, la pelle, la scrittura, l’architettura, i baci, e la fotografia. Aveva un’intensità ardente come il suo nome: Fiamma Rossa. Conoscerla è stato bello: un corteggiamento di precipizi, un’amicizia come una carezza su cocci di bottiglia, eravamo entrambi naufraghi dei nostri attimi, e felici di gettare le nostre parole nei gorghi abissali della vita. Quando parlavi con lei sentivi che era piena di cicatrici, ma sentivi anche che in ogni ferita era sbocciato un fiore.

Dedico questo mio videoritratto alla giovane figlia.

Fiamma non c’è più. Non è più di questo mondo.

Un video ritratto non è nulla, è poca cosa, ma è tutto quello che posso fare per conservare viva la sua Fiamma, almeno per me. E per chi vorrà conoscerla.