Scontro al calor bianco a L’Aria che Tira (La7) tra la deputata Pd, Alessia Morani, e il direttore dell’Espresso, Tommaso Cerno. A innescare la miccia sono le parole della parlamentare dem: “Dal 5 dicembre questo Paese ha fatto una scelta che non era quella che avevamo proposto noi: un sistema istituzionale semplificato e una legge elettorale che garantiva la governabilità attraverso il ballottaggio”. “Non è vero” – insorge Cerno – “è la Consulta che ha bocciato la legge elettorale, non il Paese. Il Paese si è espresso sulla riforma costituzionale. La legge elettorale che ha proposto il Pd è stata definita non costituzionale dalla Consulta, che ne ha tolto l’elemento più importante. Era una legge fatta male, Morani. Perché dobbiamo dire mezze verità a un Paese che è già convinto che gli diciamo mezze verità? Dopo diventiamo dei bugiardi e non ci crede più nessuno. Non possiamo dire questa cosa. E’ una bugia!”. Morani ribatte: “La Consulta ha bocciato la legge elettorale perché non era possibile tenerla per due Camere“. “Non è vero” – mormora il deputato di Articolo 1, Nico Stumpo – “non c’è scritto questo“. “Dopo il referendum” – ribadisce la deputata Pd -“è normale che la Consulta abbia bocciato quella legge perché applicabile a una sola Camera”. “Ma quindi lei ha letto le motivazioni?” – chiede Cerno – “E dove le ha lette? Io non so dove trovarle, mi dice dove le ha lette?”. Morani non risponde e continua il suo intervento (le motivazioni sono online sul sito della Corte Costituzionale, cliccando su questo link e inserendo la parola Italicum nel campo ‘Testo’). Il direttore dell’Espresso poi ammonisce: “Fortunatamente non faccio politica e quindi non mi interessa interessa minimamente chi ha ragione e chi ha torto fra voi che siete seduti lì. Il Paese crede che gli raccontiamo una marea di balle, anzi ‘balle’ è una brutta e parola bisogna dire ‘fake news’. Mi interessa dire che sia qualcosa di ragionevolmente vero. Lei dice una cosa vera quando afferma che il Paese e il Pd avevano fatto una proposta complessiva di cambiamento. Ma dentro questa proposta complessiva c’erano delle sgrammaticature costituzionali. E un organismo di garanzia previsto da questa Repubblica, da quando abbiamo fatto la Costituzione e abbiamo sconfitto il fascismo, ha detto con chiarezza che così come era scritta quella legge non poteva esistere”

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