C’è un momento nella vita che smetti di indossare il ruolo che hai e sei semplicemente un uomo. In queste ore abbiamo visto come da uomo si può sbagliare come nel caso di #Insinna, e come da uomo si può far emozionare come nel caso di #Totti.

Potrei elencare un’infinità di cose che mi sono piaciute in questo addio: gli occhi costantemente pieni di lacrime, una lettera commovente, il calore dei tifosi e la loro disperazione, l’emozione dei compagni, l’applauso di Spalletti.

C’è una cosa che ho amato più di tutte: la voglia di avere accanto la propria famiglia. Quella ricerca di contatto con i figli, l’aver accanto una moglie serena capace di tranquillizzarlo nonostante i nervi già ceduti da un pezzo.

Allora penso che la felicità, in fondo, ha sempre a che fare con gli affetti. E per quanto ci sia una stadio pieno pronto a esaltarti, erano quattro le persone di cui ieri sera Francesco ha avuto più bisogno: la moglie e i figli. Un momento storico del genere molti altri l’hanno vissuto da soli, Totti no. Allora tocca Cristian visibilmente emozionato come il papà, prende in braccio Isabel, guarda Chanel che, composta, sta vicino alla madre rispettando la fragilità del padre.

Poi c’è Ilary pronta e tutta d’un pezzo nel momento della carriera più difficile, in quella serata in cui il marito è anche il campione che sta per togliere la maglia della sua Roma. Una lettera d’addio scritta a quattro mani, piena di sofferenza. “Avete presente quando sei bambino e stai facendo un sogno bellissimo e tua madre ti sveglia per andare a scuola?”. Con parole semplici il Capitano fino all’ultimo ha dimostrato l’attaccamento alla squadra. Non vuole smettere, ma è arrivato il tempo. È un camminare su e giù, in maniera nervosa, è esattamente quel momento che non vorresti mai che arrivasse e invece sei lì, ora, per sempre. È una delle poche volte in cui si vive esattamente il tempo pienamente senza pensare né al minuto prima né al minuto successivo.

Mentre vorresti semplicemente piangere, hai anche il compito di essere fino alla fine Capitano, Uomo, giocatore. Allora, bravo Francesco perché ce l’hai fatta. Ce l’hai fatta con classe, con un pizzico di ironia e con quell’umanità di chi soffrendo rinuncia alla favola.

Ma la favola che hai fatto vivere ai tuoi tifosi non finisce: per te France’ da oggi inizia la leggenda.

Ps. Ilary è ufficialmente pronta per essere una perfetta First Lady. È proprio vero che dietro a ogni grande uomo c’è una grande donna.