“Vi conviene stare zitti e rigare dritto perché io sono l’unica alternativa possibile”. Questo si legge in una finta lettera, affissa stanotte sui muri di Torino, rivolta ai cittadini dalla sindaca M5s Chiara Appendino. Una contestazione che, secondo la questura, proviene dall’area dell’antagonismo torinese, quello composto dai centri sociali dell’autonomia e l’area anarchica. Ancora non è chiaro a quale fronte sia riconducibile, ma la Digos sta valutando il caso e invierà alla procura una segnalazione.

“Cari cittadini vi scrivo questa lettera per spiegarvi meglio il concetto di partecipazione dal basso. È molto semplice: voi mi votate e poi io comando – è scritto all’inizio della lettera -. Con questo intendo dire che chiunque voglia opporsi a me finirà arrestato oppure bastonato dalla polizia”. Il riferimento sembra essere alla manifestazione del Primo maggio, quando i manifestanti legati al centro sociale Askatasuna si sono scontrati con la polizia, che voleva vietare il loro accesso alla piazza in cui c’erano i comizi dei sindacati. Dopo quelli scontri in consiglio comunale l’esponente dei Cinque stelle aveva affermato che non spetta “alla politica definire quali siano le corrette decisioni da attuare in materia di gestione dell’ordine pubblico e della sicurezza” e che “esistono organi preposti a cui va il nostro rispetto e il ringraziamento per il difficile lavoro quotidiano”.

La conferma arriva nella lettera-manifesto, quando la finta Appendino scrive dei suoi ringraziamenti ai magistrati e alle forze dell’ordine “per le cariche del 1 maggio e per gli arresti dell’Asilo occupato (uno squat di anarchici, ndr) di pochi giorni dopo”. Tra i ringraziamenti anche quello al pm Antonio Rinaudo “da sempre in prima linea nel reprimere tutte le opposizioni e in particolare i No Tav”. Così, alla fine, nella lettera ai cittadini si lancia “un ultimo avvertimento” ai cittadini delusi: “Se siete senza casa, senza soldi, se non volete un altro supermercato sotto casa oppure se pensate che io stia finendo il lavoro iniziato dal Pd…vi conviene stare zitti e rigare dritto perché io sono l’unica alternativa possibile”.

La sindaca, quella vera, ha replicato criticando l’iniziativa: “Il confronto di differenti posizioni politiche è un valore fondamentale per la democrazia – ha detto a margine di un incontro -. I manifesti che oggi riportano una finta lettera, improntata ad un mal riuscito sarcasmo, non rappresentano però uno strumento di confronto democratico ma una distorsione della realtà che coinvolge istituzioni ed aziende che operano nella nostra comunità”. Sui manifesti, infatti, compaiono anche lo stemma della polizia e i marchi della Compagnia di San Paolo, potente fondazione bancaria cittadina; della Telt, società impegnata nella costruzione della Tav Torino-Lione; e la Lavazza, che sta costruendo la sua nuova sede in un quartiere povero e per questo viene accusata di “gentrificare” l’area mettendo a rischio le famiglie più disagiate.