“Stati Uniti e Corea del Nord: rischio di un nuovo conflitto mondiale”. Nonostante le polemiche dei giorni scorsi, il senatore di Forza Italia Antonio Razzi ha parlato davanti agli studenti dell’Università della Calabria difendendo il giovane dittatore nord coreano di Pyongyang, che ha personalmente incontrato nell’aprile scorso durante il suo ennesimo viaggio in Nord Corea, quando si è addirittura proposto come mediatore di pace tra il paese asiatico e gli Usa al grido di “Sono Razzi e vado a fermare i Razzi”. L’incontro si è svolto nella sala conferenza di un albergo a Rende, in provincia di Cosenza, dopo che il rettore dell’Unical Gino Crisci ha dichiarato di non essere stato coinvolto impedendo al movimento universitario “Democrazia culturale” di riunirsi nei locali dell’ateneo. Saputo della sua partecipazione, un docente universitario si è defilato aggiungendo che Razzi gli ricorda addirittura il sonetto “L’omo e la scimmia” di Trilussa. “So ragazzi, devono imparare”. Il senatore ha smorzato comunque i toni prima di lanciarsi in una difesa strenua del leader supremo nordcoreano Kim Jong-un, descritto quasi come “un padre di famiglia. Possiamo stare tranquilli, guerre da parte della Corea non ce ne saranno”. “Sono stato l’unico occidentale – aggiunge un inarrestabile Razzi – che ha parlato con lui facendogli i complimenti per quello che sta facendo. La Corea del Nord è come la Svizzera, un paese pulito e ordinato dove tutti sorridono. Pyongyang è una città bellissima con palazzi alti, sembra New York”. L’intervento del senatore, che è anche segretario della Commissione esteri, appare come una grottesca guida turistica della Corea del Nord: “È una dittatura? Sì, però funziona”. E ancora: “Kim è un assassino? Non lui personalmente. L’avranno fatto i sicari. Posso capire anche che ha ammazzato 100 persone. Ormai quello che è fatto è fatto”