FORTUNATA di Sergio Castellitto. Con Jasmine Trinca, Alessandro Borghi, Stefano Accorsi. Italia 2017. Durata: 103’ Voto 4/5 (DT)

Torpignattara, Roma. Sotto il sole cocente Fortunata attraversa gli archi dell’acquedotto Alessandrino. Vitale, sboccata, inquieta trentenne di periferia che tinge capelli per lavoro, con una bimba che sputa e va dal fascinoso analista della mutua, un amico tossico con cui fantastica l’apertura di un salone da parrucchiera, e il marito violento che le contende con volgare irruenza la piccola. Il solito virtuoso, vulcanico, irrequieto approccio alla regia di Castellitto, forma pulsionale primaria, intensa seduta psicanalitica per personaggi e spettatori, messa in scena di figure di donne materne e furiose, con il basso delle periferie che preme per un raggio di sole che prima o poi arriverà dall’alto, magari sotto forma della vincita al Superenalotto. Improvvisi scarti nei gesti e nelle azioni dei personaggi, un’inquadratura che non è mai uguale all’altra, la forza senza mediazione del racconto “normale”, il cinema maturo, travolgente, e perfino divertente di Castellitto e Mazzantini (allo script) colpisce ancora nel segno. O si piange o si ride, ma mai si rimane indifferenti. Attori immersi in un turbine performativo che lascia senza fiato (perfino Accorsi). Film da ascoltare a tutto volume: Cure, Creedence Cleatwater Revival, Vasco Rossi.