Abito nero in macramè, capelli raccolti e velo ricamato sul capo: Melania Trump si è presentata all’udienza papale rispettando alla perfezione il rigido protocollo del Vaticano. Una scelta estremamente rispettosa della tradizione, soprattutto se confrontata con la “libertà” che Melania ha mostrato viaggiando in Arabia Saudita e in Israele, dove non ha mai indossato il velo, nemmeno al Muro del Pianto. Era presente anche Ivanka, figlia di primo di letto del marito Donald: anche per lei abito scuro, l’irrinunciabile tacco a spillo e un elaborato velo sui capelli, fermato da un cerchietto.

Roma infatti è solo una tappa del primo viaggio presidenziale di Donald Trump, che terminerà al G7 di Taormina. In particolare aveva sorpreso la scelta di Melania di presentarsi con i capelli sciolti a Riad, in un Paese dove per le donne è obbligatorio indossare il nijab, il velo che lascia scoperti solo gli occhi. Per le donne straniere in visita il capo coperto è raccomandato, ma non obbligatorio. Prima di Melania anche Angela Merkel, Theresa May e Michelle Obama avevano visitato Riad a capo scoperto. L’ex First Lady aveva compiuto una scelta analoga a quella della signora Trump: testa scoperta negli Emirati, nel 2015, e velo a Città del Vaticano, quando indossò un sofisticato tailleur nero per incontrare Papa Benedetto XVI.

La scelta di Melania tuttavia appare più inconsueta se si confronta la mise che ha scelto a Gerusalemme con il castigato abito nero indossato a San Pietro: per visitare un luogo sacro come il Muro del Pianto Melania indossava un completo bianco stretto in vita da una cintura, scarpe con il tacco rosse e portava i capelli sciolti. Più sobria Ivanka, con un lungo abito blu notte e un cerchietto con velo sui capelli raccolti. A San Pietro invece la First Lady, nata in Slovenia, Paese a maggioranza cattolica, ha optato per una scelta decisamente più convenzionale, dimostrando di conoscere perfettamente l’etichetta. Gli uomini devono indossare un completo scuro, per le consorti è preferibile il nero, e inoltre hanno l’obbligo di coprire le gambe almeno fin sotto il ginocchio, coprire il capo e, va da sé, moderare le scollature. Sono ammessi gli abiti tradizionali e un piccolo scambio di regali. I gioielli devono essere sobri ma è consentito un filo di perle, che infatti compariva al collo di Ivanka.

Tassativamente vietato il viola, colore di quaresima e penitenza, e le nuances troppo accese. L’abito rosso fuoco di Raissa Gorbaciov, nello storico incontro con Giovanni Paolo II nel 1989, fu un vero e proprio scandalo: ma era la fine della Guerra Fredda, e quella stretta di mano fu uno dei simboli del nuovo clima di distensione. L’unica eccezione cromatica consentita è il bianco, privilegio riservato alle regine di fede cattolica. Nel 2015 lo indossò Mathilde, regina del Belgio, nel 2009 la granduchessa consorte del Lussemburgo, Maria Teresa, e nel 1998 la Reina Sofia di Spagna. Lo scorso anno approfittò del “privilegio del bianco” anche Charlene Wittstock, moglie del principe Alberto di Monaco, con un elegantissimo velo di piazzo bianco. In avorio anche Letizia Ortiz, con un piccolo strappo: l’ex giornalista fu ricevuta a capo scoperto, con i capelli sciolti sulle spalle. Anche la principessa Rania di Giordania, nel 2013, si prese una piccola libertà: accompagnò l’impeccabile abito nero con un velo bianco per coprire i capelli.

Ma il vero strappo all’etichetta lo fece Cherie Blair, moglie dell’allora Primo ministro inglese, nel 2006, quando si presentò con una giacca chiara all’udienza con Papa Benedetto XVI. Niente velo, solo una sciarpa. All’epoca fu considerata una terribile gaffe, ma dopo di lei perfino la regina Elisabetta si prese la libertà di scavalcare il protocollo, scegliendo un soprabito color lavanda per incontrare il Papa nel 2015. E non era certo la sua prima udienza in Vaticano: fino ad allora però aveva sempre rispetto la tradizione, indossando sofisticati abiti neri, la fascia e la corona. Ultima trasgressione, in ordine di tempo, quella di Camilla Parker Bowl, che ad aprile ha incontrato Bergoglio insieme al principe Carlo, con un completo color crema.