Dopo mezza giornata di silenzio assordate, arriva via Twitter la solidarietà di Mamma Rai a Flavio Insinna, protagonista di un duro servizio di Striscia la Notizia, in cui sono stati trasmessi alcuni audio particolarmente adirati del conduttore e attore romano.  Poco dopo le 14, infatti, è il direttore di RaiUno Andrea Fabiano a cinguettare: “Solidarietà totale, umana e professionale a Flavio Insinna”.

Poche ma chiarissime parole che sono andate a rinfocolare un serrato dibattito che da martedì sera, dopo la messa in onda di Striscia, sta impegnando molti commentatori sui social network. Tra chi attacca ferocemente l’ipocrisia di Flavio Insinna (che negli anni si è cucito addosso un’immagine di paladino del popolo, affabile e gentile) e chi se la prende con i metodi come sempre  spicci di Striscia la Notizia, la tesi che si sta facendo sempre più largo tra i commentatori è una sorta di via di mezzo che però non ha nulla di pilatesco, non assolve nessuno, anzi condanna entrambi gli attori in campo.

Tra i commenti più lunghi e articolati, quello su Facebook di Selvaggia Lucarelli. La firma del Fatto Quotidiano cerca di analizzare razionalmente la storia, chiamando in causa anche il terzo protagonista di questa vicenda, cioè chi ha registrato gli sfoghi di Insinna e li ha consegnati a Striscia. “Da una parte c’è il contenuto di una riunione di redazione che doveva rimanere all’interno di una redazione. Dall’altra c’è quel contenuto e basta. In entrambi i casi, qualcuno ne esce malconcio. Ne esce malconcio l’infame (sì, l’infame) che ha registrato di nascosto Insinna e ha mandato quel file non solo ad uno che non aspettava altro, ma pure a una rete concorrente, quindi tradendo sia la fiducia di un conduttore (che evidentemente parla in presenza di persone che forse non stima, ma di cui si fida) che quella di un’azienda. Insomma, io non so chi sia l’infame, ma sia ben chiaro che se pensava di buttare Insinna nel pozzo, è con l’acqua alla gola pure lui. E lo beccheranno. Si potrebbe dire che magari era vessato, era stanco di quelle accuse, di quelle urla, di quell’arroganza. Bene, tirava fuori le palle e lo diceva. Si trovava un altro programma, andava a fare l’elemosina. Qualsiasi cosa, qualsiasi gesto, qualsiasi “vaffanculo” avrebbe avuto più nobiltà di quella registrazione a tradimento. E se proprio avesse voluto mostrare quanto Insinna sia diverso da come appare (ci sta che ti salga la carogna a subire quelle sfuriate e a vederlo sempre gioviale e gentile in pubblico), avrebbe dovuto consegnare quel file a viso scoperto. Io forse in qualche modo l’avrei pure apprezzato”. Su Facebook (e poi sul sito del Corriere) è arrivata anche l’opinione del giornalista Tommaso Labate, che parla di se stesso per avvalorare la tesi secondo cui molti di noi, per le cose che dicono in privato e in un momento di rabbia, verrebbero considerati malissimo da chi ignora il contesto. È una lunga difesa di Insinna, o perlomeno del metodo che lo ha tirato in mezzo: “Pensate a voi stessi. Alla differenza tra quello che diciamo in privato quando siamo arrabbiati (tutti) e a quello che invece siamo davvero. E pensate a chi vi è amico ma vi tradisce di nascosto portandovi di fronte a un processo in cui c’è solo la condanna, e pure senz’appello”. Una posizione assolutoria, o comunque comprensiva, che è molto diffusa sui social. Ma se si scorrono le centinaia di commenti all’ultimo post pubblicato qualche giorno fa da Insinna sulla sua pagina Facebook, il tono è decisamente diverso. Critiche pesanti, insulti, auspici di non vederlo più in televisione.

Intanto da Striscia la Notizia arriva un comunicato stampa che annuncia novità nella puntata di stasera: “Riguardo al servizio “La gentilezza di Flavio Insinna” andato in onda ieri a Striscia la notizia, si sottolinea che i fuori onda sono stati tutti registrati in studio, davanti al pubblico, e non durante una riunione di redazione, come erroneamente riportato da alcuni media. Questa sera ci saranno nuove rivelazioni sull’ex conduttore di Affari Tuoi”.

Come spesso capita in casi del genere, la “pancia” di chi commenta sui social è distinta e distante dalla “testa” di opinionisti e esperti del settore televisivo che stanno provando a distinguere la questione su piani diversi, non giustificando le parole di Insinna (soprattutto quelle nei confronti di alcuni concorrenti), ma chiamando in causa anche chi ha registrato quegli audio e chi (cioè Striscia la Notizia) ha deciso di costruirci attorno un servizio di 9 minuti.

Flavio Insinna, nel frattempo, continua a tacere. Forse aspettava prima la solidarietà ufficiale della Rai, arrivata con il tweet di Andrea Fabiano, ma adesso dovrà (e presumibilmente vorrà) dire la sua. In Rai, intanto, farebbero bene a interrogarsi sulle dinamiche oscure e preoccupanti che hanno portato quelle registrazioni tra le mani di chi, a ragione o a torto, con Insinna aveva un lunghissimo conto aperto.