“Il governatore della Sicilia io lo avrei assunto subito, ma come fermacarte, la sua insussistenza, è un messaggio preciso del Pd alla mafia siciliana: ‘noi non disturberemo'”. Beppe Grillo in un’intervista esclusiva al mensile siciliano “S”, di cui Live Sicilia ha diffuso un’anticipazione, ha attaccato il presidente uscente Rosario Crocetta a pochi mesi dalle prossime elezioni regionali. Il segretario provinciale del Pd di Palermo Carmelo Miceli ha annunciato di aver chiesto “al segretario regionale Fausto Raciti e al tesoriere Lillo Speziale di sporgere querela per diffamazione nei confronti del leader M5s.

Il leader M5s nell’intervista che uscirà in edicola sul numero 100 della rivista, ha definito la Sicilia “un’isola in catene“: “E’ autonoma, ma senza autonomia; ricca, ma povera”. E tra i responsabili della situazione attuale, mette naturalmente il governatore uscente: “Parlare di un prima e di un dopo Crocetta”, si legge nell’anticipazione, “conferirebbe al Pd una consistenza che non ha mai avuto, né in Italia e tantomeno in Sicilia. La loro filosofia, nelle regioni con una storia di criminalità organizzata consolidata, si riassume nelle figure di Crocetta qui e Vincenzo De Luca in Campania”. Secondo Grillo la Sicilia per rinascere deve contare solo su se stessa: “Ha il maggior numero di patrimoni dell’umanità dell’Unesco in Italia e Catania e Palermo sono sommerse dai debiti. L’Italia non ha fatto bene alla Sicilia. Forse, da sola, la Sicilia può risorgere. Con l’Italia, questa Italia, può solo affondare. ‘U pisci feti da testa’ (il pesce puzza dalla testa, ndr). E la testa è a Roma”. Il Ponte sullo Stretto, riporta Live Sicilia, per Grillo è un “distrattore di massa e specchietto per i meno scaltri fra i grandi faccendieri industriali, che ancora giocano a prometterne la costruzione a qualcuno”.

La sola anticipazione del colloquio ha provocato la minaccia di querela da parte del Pd. “La gravità delle affermazioni di Grillo”, ha dichiarato il dem Miceli, “travalicano la normale e legittima dialettica politica. Insinuare che il Pd possa avere favorito in qualsivoglia maniera la mafia è un’affermazione di una gravità inaudita. Falsa, volgare e irrispettosa nei confronti di tutte quelle donne e uomini del Pd che, seguendo le orme dei grandi dirigenti comunisti del passato morti per mano mafiosa, fanno della lotta a cosa nostra il momento fondante della loro azione politica. Le parole di Grillo non sono supportate da fatti, circostanze e motivazioni. Sono campate in aria, così come la stragrande maggioranza delle sue stralunate e quotidiane mistificazioni. Chiediamo, inoltre, al candidato sindaco di Palermo del M5s, Ugo Forello, di prendere le distanze dalle parole del suo leader politico e di chiedere scusa alle donne e uomini del Pd”.