Il Centro operativo del Comune finito sotto sequestro e undici avvisi di garanzia emessi per altrettanti indagati. Arriva a una svolta l’indagine della Procura di Spoleto, avviata all’indomani del terremoto del 30 ottobre scorso. Quello che ha devastato la città di Norcia e, in particolare, ha reso inagibile lo stabile scelto dal Comune come centro nevralgico dell’emergenza: proprio lì, nella struttura costruita nel 2000 a pochi metri da Porta Romana, erano stati trasferiti, dopo la scossa del 24 agosto 2016, gli uffici del sindaco e degli assessori, oltre ai coordinamenti di Vigili del fuoco e Protezione civile. “Una scelta obbligata”, spiega ora il sindaco Nicola Alemanno, che ricorda come all’alba del 24 agosto “non era possibile individuare altre strutture abbastanza spaziose per ospitare il centro operativo”.

Inaugurata appena 16 anni fa, la struttura non ha retto l’urto del terremoto: la scossa di magnitudo 6,1 della mattina del 30 ottobre l’ha resa inagibile. “Dissesti importanti”, dicono i tecnici che hanno condotto i rilievi. Per questo, nelle ore concitate dell’emergenza, la Procura spoletina avviò immediatamente le indagini con l’obiettivo di accertare eventuali responsabilità nei danni riportati dall’edificio. Nelle scorse ore, il procuratore capo Alessandro Cannevale e i sostituti Gennaro Iannarone e Patrizia Mattei hanno firmato il provvedimento di sequestro del Coc, effettuato dai militarmi dell’Arma. Gli 11 avvisi di garanzia sono stati notificati ad amministratori comunali, funzionari e tecnici che, nella seconda metà degli anni ’90, furono responsabili della costruzione e del collaudo. Tra loro risulta esserci anche Giampietro Angelini, sindaco di Norcia per 3 mandati, dal 1986 al 1999, che attualmente è dipendente della Regione Umbria. Per tutti il reato ipotizzato è crollo doloso. Un atto dovuto, fanno sapere gli inquirenti, che precisano come l’esatta entità dei danni e le eventuali responsabilità degli indagati dovranno essere stabilite attraverso accertamenti tecnici.

A condurli, per conto della Procura, è Nicola Augenti, ingegnere forense che già da tempo collabora con i magistrati titolari dell’inchiesta: proprio a Spoleto si occupò infatti del crollo della chiesa di San Giacomo, avvenuto nel 2010 nel corso di lavori di restauro avviati dopo il sisma del 1997. Contattato dal fattoquotidiano.it, Augenti spiega che “sono stati ravvisati ingenti dissesti a vari pilastri, e non a uno soltanto, della struttura”, che comunque è rimasta in piedi dopo la scossa del 30 ottobre. “Il mio lavoro impone discrezione – precisa – ma posso dire che ci vorrà ancora del tempo, spero poco, per capire se alla base dei cedimenti ci siano errori o omissioni di chi all’epoca si occupò della progettazione e della realizzazione dell’impianto”. Una struttura così giovane che non regge l’urto del sisma: un’anomalia? “Quando uno stabile subisce danni, c’è sempre un’anomalia. Io – spiega Augenti – mi sono occupato anche dei crolli della schola armatorum di Pompei: hanno duemila anni, ma non è normale che crollino”. E il Coc di Norcia? “Servono ulteriori approfondimenti per capire i motivi dei dissesti. Di più non posso dirvi”.

Un impianto pensato inizialmente come centro polifunzionale e info-point per i turisti, a ridosso dell’ingresso nord delle storiche mura cittadine, in vista del Giubileo del 2000. Si pensava potesse superare indenne il terremoto: così non è stato. “Quella struttura non era strategica per le situazioni d’emergenza”, dichiara ora il sindaco Alemanno, che proprio all’interno del Coc aveva dormito, insieme ad alcune decine di suoi concittadini e volontari, fino al 30 ottobre. Lo staff del primo cittadino ora spiega che tuttavia “all’alba del 24 agosto, nella fretta di dover agire con rapidità, non c’erano alternative: per questo, a causa dell’inagibilità delle strutture comunali, si decise di trasferire lì il Coc”. Alemanno specifica che nessun membro della sua giunta risulta coinvolto nelle indagini, ed esprime “il massimo rispetto e fiducia nei confronti dell’operato della magistratura. Siamo contenti – prosegue – che ci sia la massima attenzione sugli edifici della nostra città. Indagini come questa ci aiuteranno a migliorare e a trovare le soluzioni più idonee ai problemi”.