In Vaticano lo scorso anno le segnalazioni di attività finanziarie sospette sono state 207, contro le 544 del 2015. Ma si è registrato al tempo stesso “un incremento della complessità dei potenziali schemi di riciclaggio, con la conseguente necessità di più approfondite e ampie analisi e cooperazione con controparti estere”. Quattro transazioni per oltre due milioni di euro sono state sospese ed è stato disposto un blocco preventivo per 1,5 milioni. Inoltre ventidue rapporti su potenziali casi di riciclaggio sono stati trasmessi alla magistratura vaticana e ci sono stati oltre ottocento scambi di informazione a livello internazionale con controparti estere. Sono i punti principali del rapporto annuale presentato martedì dall’Autorità di informazione finanziaria della Santa sede, responsabile della vigilanza e delle attività di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo.

Il numero di segnalazioni di attività sospette, pur molto inferiore rispetto al 2015, è stato più elevato rispetto agli anni precedenti. E c’è stato un miglioramento in termini di qualità, “con un impatto positivo sui rapporti inoltrati dall’Aif al Promotore di Giustizia Vaticano, dai quali sono scaturiti procedimenti penali, e sulla cooperazione internazionale con Uif estere, che ha avuto un notevole sviluppo”.

Va ricordato che l’Aif è stata istituita solo a fine 2010 da Benedetto XVI: è stato il primo tassello dell’operazione trasparenza proseguita poi da papa Francesco. Secondo Tommaso Di Ruzza, direttore dell’Aif, i risultati sono “incoraggianti” e testimoniano l’ulteriore “rafforzamento” e “consolidamento” del sistema di monitoraggio “per la prevenzione e il contrasto delle attività illegali in campo finanziario e monetario”. Il numero dei casi di cooperazione bilaterale fra Aif e e unità di informazioni finanziarie estere è cresciuto “da 81 nel 2013, a 113 nel 2014, a 380 nel 2015 e a 837 nel 2016“.

“La cooperazione internazionale è condizione preliminare per contrastare i crimini finanziari ed il Vaticano è pienamente impegnato su questo fronte”, ha detto René Bruelhart, presidente dell’Autorità. “Nel 2016 l’Aif ha registrato un incremento significativo della cooperazione bilaterale con le autorità competenti di altre giurisdizioni e continuerà ad essere un partner attivo per combattere le attività finanziarie illecite a livello globale”.