Polemica accesa a L’Aria che Tira (La7) tra il giornalista de Il Fatto Quotidiano, Marco Lillo, e Luigi Marattin (Pd), consigliere economico di Palazzo Chigi e docente all’università di Bologna. Il tema del dibattito è la pubblicazione della telefonata tra Matteo Renzi e il padre Tiziano su Il Fatto Quotidiano, intercettazione contenuta nel libro “Di padre in figlio” (Paper First), da giovedì in edicola e in libreria. Lillo osserva: “Tempo fa abbiamo pubblicato per primi la notizia sulle famose polizze dell’altro Romeo, quello che piace tanto ai giornali italiani, Salvatore, l’amico di Virginia Raggi. E anche quelle erano notizie abbastanza segrete, però allora non ricordo tutte queste domande. Il sistema mediatico ha assorbito molto comodamente quella notizia, che è stata data in prima pagina e sono stati tutti felici. Forse in questo caso la notizia è un po’ più indigesta. A me non interessa se la notizia riguarda Virginia Raggi, il M5S o Renzi. A me interessa che sia di interesse pubblico e questa lo è. Ricordo che sullo sfondo c’è la gara d’appalti più grande d’Europa“. Insorge Marattin che chiede: “Può spiegare come ha avuto queste intercettazioni?“. “Chi è questa persona? Lei è un pm?“, replica Lillo. Si accende lo scontro e Lillo spiega all’esponente renziano che un giornalista non è tenuto a rivelare le sue fonti. E cita Augusto Minzolini, ospite in studio: “Prima di fare il parlamentare, è stato un bravissimo giornalista. Nessuno si è mai permesso di chiedergli la fonte della sua notizia su Luciano Violante, uno dei più grandi scoop degli anni 90. Lei, Marattin, peraltro, non è un lettore tradizionale, vive di politica e sta nel palazzo. Lei è amico di queste persone, quindi ha degli interessi personali”