Ai vecchi tempi avrebbe provocato un clamore di giorni: la differenza è solo che ora Silvio Berlusconi non è più presidente del Consiglio. Ma lo stile resta: Emmanuel Macron? E’ “un bel ragazzo – dice il leader di Forza Italia – che ha una bella mamma che se lo porta sottobraccio”. Il riferimento è naturalmente alla moglie del presidente della Repubblica di Francia, Brigitte. Un motto che avrebbe voluto essere di spirito pronunciato durante un’iniziativa elettorale a Monza.

Le gaffe di Berlusconi da capo del governo sono quasi innumerevoli. Dall’epiteto di “abbronzato” riferito al presidente degli Stati Uniti Barack Obama al rimbrotto ricevuto dalla Regina d’Inghilterra perché parlava a voce troppo alta durante un incontro tra capi di Stato e di governo, dal “kapò” che rifilò all’allora capogruppo del Pse all’Europarlamento Martin Schulz alle corna dedicate al ministro degli Esteri spagnolo Josep Piqué durante una foto di protocollo in un altro vertice europeo e al “corteggiamento” millantato nei confronti dell’allora premier finlandese Tarja Halonen per ottenere l’Agenzia alimentare a Parma (uno scherzetto che valse la convocazione all’ambasciatore italiano ad Helsinki).

Un altro velo della sua ironia Berlusconi lo ha usato a Monza per parlare del rapporto non sereno con la Lega Nord. “Per essere uniti bisogna comportarsi l’un l’altro in maniera corretta ed educata” esordisce. Ma a chi gli ricorda che Salvini ha detto di non avere nostalgia di una “Lega con il cappello in mano” il leader di Forza Italia ha risposto: “Non sono mai venuti ad Arcore con il cappello in mano. Comunque, quando sono venuti si sono trovati molto bene: perché la cucina è eccezionale, l’accoglienza cordialissima e le idee sono il meglio che si possa trovare in circolazione”.