Nei commenti sui social c’è un’alternativa al “chissenefrega”. Si chiama wikibombing, ed è un trend ragionato e inarrestabile basato sul commento fuori tema ad una notizia pubblicata. Nella fattispecie il virus della protesta antisistema si è diffuso come frase postata sui generis alle news frivole e leggere, altrimenti dette gossip, dei quotidiani online più diffusi. In pratica se appare, ad esempio, Belen Rodriguez con un suo virgolettato dove la donna si rammarica dell’essersi rifatta i seni in gioventù, ecco che una lunga truppa di lanzichenecchi si intrufola nella pagina Facebook del taluno o talaltro quotidiano e comincia a copia-incollare intere voci enciclopediche solitamente da Wikipedia come ad esempio, nel caso della soubrette, quella della Battaglia di Austerlitz, o quella dell’asparagus officinalis.

Tra lo spam senza fine di lucro, e la trollata priva di acredine, il wikibombing si è scatenato negli ultimi giorni sotto ai post/notizia dei 60 anni di Barbara D’Urso e della saga infinita del duo Fedez/Ferragni. Una supercazzola come fosse antani, e con obbligatorio scappellamento, che tende alla neutralità concettuale e, a suo modo, fornisce al lettore che si avventura là in basso tra i feedback dei colleghi la possibilità di una involontaria googlata su temi sconosciuti, o magari non rinfrescati dai tempi del liceo, come quando si è in fila dal medico o a sedere sulla metro in attesa di dodici fermate. “È una reazione dadaista alle condivisioni acchiappaclick che le fanpage dei quotidiani italiani fanno su Facebook”, spiegano sul sito Slow-News.com dove il fenomeno è stato coniato assieme ad un possibile sinonimo che sarebbe “knowledge guerrilla bombing”. E aggiungono: “Questa reazione di gruppi di lettori è molto interessante. Cosa devono fare, ancora, per farvi capire chiaramente che non ne possono più?”.

Di tutt’altro avviso sul suo blog Social Party è Tiziano Toniutti: “Pensieri alati contro le basse flatulenze del web, brevi ma alti voli opposti allo sfarfallare rasoterra delle inoperose cicale del social. E però la spietata legge binaria degli algoritmi vuole che se un post  disimpegnato ti compare nel flusso dei social, vuol dire che l’algoritmo ha imparato che a te, utente colto della rete, quei post piacciono, che ci clicchi sopra, che te li vai anche a cercare e a volte segui pure gli autori”. Insomma, un’arma a doppio taglio, un possibile, dotto e articolato boomerang culturale che andrebbe comunque a supportare la pagina originaria di nuove visualizzazioni e svelerebbe il sordido piacere del corrucciato protestatore nell’informarsi tra matrimoni vip e pernacchiette video su Instagram.

“La mobilitazione sarebbe iniziata sotto un post con un video del matrimonio del neo presidente francese Macron, uno dei tanti servizi che sottolineava la differenza d’età con la consorte. E poi via, di seguito, commenti a pioggia sotto qualsiasi contenuto ritenuto poco utile ai fini informativi”, ricorda il sito web DAOcampus. Anche se in Italia il boom di voci/commenti Wiki pare l’abbia toccato alcuni giorni fa l’articolo con al centro la proposta di matrimonio che il rapper Fedez ha rivolto alla sua bionda fidanzata. È lì che la spinta rivoluzionaria del copia-incolla pare avere toccato l’apice. Scroto, zappare, sfintere, mandrillo, e decine di altre voci enciclopediche estese, tra cui parecchie ricette gastronomiche, hanno accompagnato, là sotto tra i commenti, con un effetto comicamente irresistibile, la notizia lanciata. De gustibus non disputandum. O no?