SONG TO SONG di Terrence Malick. Con Ryan Gosling, Michael Fassbender, Natalie Portman. Usa 2017. Durata: 127’ Voto: ? (DT)

Ci risiamo. Terrence Malick ha girato un altro film. Dal 2011 (The tree of life) ne ha girati ben cinque (ed è già pronto Radegund!), mentre ci ha messo vent’anni (1978-1998) per farne due. Doppio triangolo amoroso, in Song to song, con riflessioni a flusso continuo in voce off su tradimenti mentali e pulsioni fisiche, ed anche un rapporto lesbico. Cantanti, produttori musicali, cameriere e trovatelle con cane si scambiano amore, palpeggiamenti sensuali, distacchi, corna e non detti, immersi tra sontuose piscine, case di vetro e acciaio, e sullo sfondo dei concerti live del mondo musicale di Austin (Texas). Il flusso di immagini malickiane rimane identico dal 2011 ad oggi, come se il cinema di Malick fosse un flusso visivo ininterrotto senza capo né coda. Macchina da presa che occupa ogni angolazione possibile oscillando perpetuamente attorno ai protagonisti, che a loro volta qui saltellano e danzano sfiorando con le mani maniglie, finestre, pomelli e stipiti delle porte come ballerini del Bolshoi. La differenziazione caratteriale e psicologica dei singoli di fondo non esiste. Il magma di elementi significanti rimane invece perenne e continuo. Potremmo essere ovunque, tra grandangoli e controluce, nella filmografia recente del nostro, ma sempre sulla traiettoria di sguardo di un solenne creatore del mondo. Genialità o maniera? Eleganza o pomposità? Fertilità impagabile o reiterazione inesausta e facile di un brand? Impossibile sciogliere il nodo gordiano. Letteralmente ingiudicabile. Con i fan, che però, va detto, sono passati dall’attesa delle apparizioni della Madonna ogni secolo, all’accontentarsi delle pubblicazioni mensili della Torre di Guardia.