“Quello che Amos ha fatto con questo meraviglioso libro è trasmettere l’amore e l’empatia nei confronti delle persone che hanno fatto parte della sua vita…”. Natalie Portman parla così di Una storia di amore e tenebra, l’opera autobiografica dello scrittore Amos Oz da cui è stato realizzato Sognare è vivere che l’attrice interpreta e dirige. “Sin da quando ho letto il libro, avrei voluto farne un film. Il romanzo è così commovente e ben scritto. Ho sentito tante storie sui miei nonni, sulla loro passione per la cultura e per le lingue, per l’Europa e per Israele. Il libro mi era familiare ed ero molto interessata ad approfondirne i temi”.

Il film è quindi basato sui ricordi di Oz, ha inizio nel 1945, prima della guerra di indipendenza in Israele, quando il territorio è ancora sotto il mandato britannico e lo scrittore era un bambino per arrivare poi al 1953, diversi anni dopo il riconoscimento dello Stato e quando Amos Oz si trasferisce in un kibbutz. “Si tratta della nascita di uno scrittore, dovuta al vuoto che sua madre ha lasciato”, aggiunge la Portman, “un vuoto che lui deve riempire con parole e storie”. È proprio alla figura complessa di Fania, madre di Amos, la Portman dedica un’intensa interpretazione, focalizzando sul rapporto con il figlio Amos una particolare attenzione da regista.