Aveva dentro casa i gioielli rubati e le chiavi dell’auto del gioielliere ucciso: i gravi indizi di colpevolezza hanno portato al fermo, con l’accusa di omicidio e rapina, di un pregiudicato di 31 anni. Il provvedimento è stato emesso dalla Procura di Napoli Nord, nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Salvatore Gala, titolare di una gioielleria a Marano, ucciso con un colpo di pistola alla tempia nella tarda serata di lunedì 8 maggio.

L’uomo, un pregiudicato della zona di Marano, si trovava in un hotel sull’isola di Ischia: è stato prelevato dai carabinieri nella notte tra il 9 e il 10 maggio e condotto in traghetto sulla terraferma. È stato poi trasportato alla caserma a Giugliano in Campania, dove è stato interrogato dagli investigatori di Giugliano e dagli inquirenti della Procura di Napoli Nord. Gala, 43enne separato e padre di una bambina di 7 anni, è stato ucciso con un unico colpo di pistola alla testa. A contattare i carabinieri è stata la madre, che la sera prima non l’aveva visto rientrare a casa. Il corpo del gioielliere è stato ritrovato dietro il bancone del suo negozio, messo a soqquadro e con la cassaforte aperta e svuotata.

“Una scena raccapricciante“, ha raccontato un Giuseppe Iavarone, proprietario di una lavanderia vicina alla gioielleria. I familiari, dopo aver recuperato le chiavi di riserva del locale, hanno chiesto a lui di aprire: “Ho aperto la porta della gioielleria e l’ho trovata a soqquadro: la cassaforte era aperta e vuota. Poi mi sono affacciato dietro il bancone. C’era il corpo di Salvatore in una pozza di sangue. Non volevo dirlo alla madre ma lei ha capito tutto, guardandomi in faccia”. La famiglia Gala, che gestiva la gioielleria da due generazioni, era molto nota a Marano. La gioielleria era stata aperta dal padre di Salvatore, e poi era passata in gestione alla vittima.