L’arrivo delle belle giornate e dei primi caldi estivi coincide puntualmente con la voglia di moto. Un mezzo che fa rima con libertà, leggerezza, velocità e voglia di fuga. A questo elenco i tecnici della Furion Motorcycles vogliono aggiungere la parola “ambiente”: i nostri cugini transalpini hanno infatti progettato la M1, prima moto ibrida con motore termico rotativo supportato da un’unità elettrica. un progetto che farebbe invidia alla Mazda, rimasta l’unica casa automobilistica a credere ancora in questa tipologia di propulsore ad elevata potenza specifica.

La M1 è una ‘scarenata da corsa’ che ricorda da vicino le affilate street-bike giapponesi, tutte muscoli e nervature: è costruita su un telaio a traliccio con motore portante, che invece sa tanto delle nostrane Ducati. Quest’ultimo, a doppio rotore, ha una cilindrata di 654 cc ed eroga 125 cavalli di potenza massima e 105 Nm di coppia motrice, supportati dall’elettrico da 55 CV e altri 100 Nm (le batterie che lo alimentano sono alloggiate nel codone): numeri chiamati a spingere un peso a secco quantificato in 195 Kg, che consente di limitare il consumo medio a 4 l/100 km.

Oltre che per la meccanica, più unica che rara, la M1 si distingue per le 2 modalità di funzionamento ideate dai suoi progettisti: la prima consente alla moto di massimizzare la percorrenza – stimata in 480 Km – sfruttando pure la guida ad emissioni zero in ambito urbano. La seconda premia le performance facendo lavorare in sinergia le due unità propulsive e liberando la potenza massima di 180 CV e 205 Nm, messi a terra attraverso un lungo forcellone monobraccio.

Per il momento la creazione di Furion Motorcycles rimane solo un concept, ma l’azienda ha aperto una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Leetchi: l’obiettivo è quello di raccogliere i 50 mila euro necessari per la produzione del primo prototipo “in carne e ossa”.