Dare la possibilità alle mamme romane di consegnare il proprio latte ai nidi comunali, rispettando tutte le normative igienico-sanitarie, per consentire ai bimbi di non interrompere l’allattamento al seno a causa del rientro al lavoro al termine della maternità. È quanto prevede la delibera a firma della capogruppo del Pd in Campidoglio, Michela Di Biase, approvata giovedì all’unanimità dall’Assemblea capitolina. Ben conservato in contenitori ermetici ed etichettati, il latte materno potrà essere somministrato negli asili nido comunali a partire dal prossimo anno scolastico, quindi da settembre.

“Abbiamo proposto come commissione Scuola, anche con l’accordo di Michela Di Biase, di aggiungere nella delibera di provvedere a tutti gli adempimenti amministrativi e contabili. Siamo contenti di questa proposta perché si allinea alle tendenze pediatriche di favorire l’allattamento al seno con latte materno”, ha detto Teresa Zotta, presidente della commissione Scuola di Roma Capitale e consigliera M5S. Di Biase in aula ha sottolineato che “oggi non in tutti i nidi è consentito poter consegnare il latte materno da parte delle madri che ne fanno richiesta”. Uan situazione “paradossale – ha continuato – con le mamme romane che devono lasciare i piccoli a quattro mesi nel nido per tornare al lavoro e per questo devono ricorrere al latte artificiale“. In alcuni asili, ha sottolineato la capogruppo, “già si poteva fare grazie al protocollo virtuoso tra Asl e servizi scolastici che permette di proseguire l’allattamento materno al seno anche nei nidi”.

In particolare, il testo della delibera prevede di promuovere l’attivazione, all’interno degli asili nido romani, di un servizio a favore delle madri che ne facciano formalmente richiesta finalizzato alla conservazione e somministrazione del latte materno. In più il Dipartimento servizi educativi e scolastici si impegna a provvedere a tutti gli adempimenti amministrativi necessari, compresa la stesura di un protocollo per la corretta gestione del latte materno destinato ai bambini. Nel protocollo dovranno essere esplicitamente richiamate le norme igieniche e i principi di sicurezza alimentare nelle operazioni di prelevamento, trasporto, conservazione e somministrazione del latte materno, nonché per il mantenimento del suo alto valore nutritivo.