Una forte esplosione nelle prime ore del mattino nelle vicinanze dell’aeroporto di Damasco ha svegliato gli abitanti della capitale siriana. Secondo la tv libanese di Hezbollah al-Manar e alcuni media vicini al regime di Bashar al-Assad, sono stati i jet di Israele a colpire per cinque volte alcuni depositi nella zona, provocando anche un incendio. Al momento non si hanno notizie di vittime. Israel Katz, il ministro dell’Intelligence del governo di Benyamin Netanyahu, non ha confermato apertamente la responsabilità di Israele, ma ha dichiarato che l’episodio ”coincide interamente con la nostra politica”.

Nel corso dell’attacco, secondo fonti citate dal sito del quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth, sarebbero stati colpiti depositi di carburante e un deposito militare utilizzato dall’Iran per trasferire armi alle milizie che combattono al fianco del regime di Assad.  “La nostra politica – ha dichiarato Katz – prevede interventi per impedire il trasferimento di armi sofisticate dalla Siria agli Hezbollah in Libano con l’aiuto dell’Iran”. Il ministro ha anche citato una dichiarazione del premier Netanyahu, secondo cui “ogni volta che riceviamo informazioni di intelligence sull’intenzione di trasferire armi sofisticate a Hezbollah, noi agiamo”.

Confinante con la Siria, Israele è rimasto finora apparentemente distante dal conflitto nel paese arabo. Tuttavia è intervenuto più volte con raid mirati, e mai confermati pubblicamente, per impedire che la milizia sciita libanese Hezbollah, alleata dell’Iran e del regime di Damasco, venisse in possesso di armi che potrebbero poi essere usate contro Israele. I media siriani avevano riferito di un precedente bombardamento in quest’area nel dicembre del 2014.

Mercoledì il ministro della difesa Avigdor Lieberman ha incontrato a Mosca il suo omologo russo Sergei Shoygu, con cui ha discusso la situazione in Siria. Lieberman ha elogiato l’efficienza del coordinamento fra le forze di Israele e Russia che operano in quel Paese e ha ribadito la opposizione israeliana alle attività che l’Iran svolge a favore degli Hezbollah, sia a ridosso del Golan sia nel trasferimento di armi verso il Libano.