Macron in testa, poi Marine Le Pen. Sarebbe questo, se i risultati confermassero le primissime proiezioni, il ballottaggio che il 7 maggio porterà alla Francia un nuovo presidente. A seguire, a pari merito, sempre per i primi dati, appaiati il leader di centrodestra Fillon e quello di sinistra Mélenchon. Distrutto il partito socialista del presidente uscente Francois Hollande, che conquista, con il candidato Hamon, un deludente 6,5%. I primi dati confermano le tendenze dell’ultimo exit poll divulgato dall’emittente pubblica belga Rtbf con Macron seguito da Marine Le Pen.

Tiene l’affluenza – A differenza del primo dato delle 12, che segnalava un lieve aumento rispetto al primo turno delle presidenziali del 2012, alle 17 l’affluenza alle urne era del 69,42%, un punto in meno rispetto a 5 anni fa (allora fu del del 70,59%), ma comunque un dato incoraggiante dopo le previsioni della vigilia secondo cui l’astensionismo sarebbe stato alto. Alle 20, cioè alla chiusura dei seggi, la stima era intorno all’80%. Al voto sono chiamati 45,7 milioni di elettori, ai quali si aggiungono oltre un milione di residenti all’estero. I seggi, 66mila in tutto il Paese, sono aperti dalle 8 e chiudono alle 20. Considerati luoghi “vulnerabili” anche dai servizi segreti dopo l’attentato terroristico del 20 aprile, sono presidiati da oltre 50mila poliziotti.

Femen in protesta al seggio di Marine Le Pen – Nel feudo di Marine Le Pen, a Henin-Beaumont, la presidente del Front National, seconda nei sondaggi dell’ultima ora con il 22,5%, ha votato alle 11, regalando sorrisi ai responsabili del seggio e ripartendo a bordo di un Suv senza rilasciare dichiarazioni. Pochi istanti prima, abituale attacco delle Femen, il gruppo femminista che ha perseguitato la campagna della Le Pen: un’attivista a seno nudo è stata portata via di peso, poco dopo stesso trattamento per un ragazzo con uno zaino che stava protestando.

Nessun disordine invece al seggio dove ha votato Emmanuel Macron, a Touquet, la spiaggia del nord considerata uno dei luoghi preferiti per le fughe al mare dei parigini. Il favorito (24,5% nell’ultimo sondaggio), leader di “En Marche!”, ha stretto molte mani sorridendo, concedendosi anche per qualche selfie. Abituale voto a Tulle, il suo feudo elettorale, per il presidente uscente, il socialista Francois Hollande, il primo nella Quinta repubblica a non ripresentarsi candidato dopo un mandato. Si tratta anche delle prime elezioni in stato d’emergenza, in vigore in Francia dagli attacchi del 13 novembre 2015. Il clima è diventato più teso da quando, nell’ultima settimana, sono stati scoperti a Marsiglia due terroristi che preparavano un attentato contro un candidato e, soprattutto, dopo l’attentato di giovedì sera sugli Champs-Elysees, nel quale un presunto jihadista della banlieue parigina ha ucciso il poliziotto Xavier Jugele.

Il contesto politico – con i sondaggi che danno quattro candidati entro quattro punti percentuali di distacco – è quanto mai incerto e aperto ad ogni sorpresa. Dietro Macron e Le Pen, insegue Francois Fillon, della destra dei Républicains, che ha votato a Parigi e che non ha mollato (viene dato al 19,5%) nonostante la raffica di scandali che hanno coinvolto lui e i suoi familiari. Jean-Luc Mélenchon, candidato dell’estrema sinistra della “France Insoumise”, ha votato a Parigi. L’ultimo sondaggio lo dà al 18% dopo una spettacolare rimonta a spese del candidato ufficiale uscito dalle primarie socialiste, Benoit Hamon, crollato in poche settimane dal 15 al 7,5%. Da diverse ore si vota nei territori d’oltremare francesi, in Guyana e in Polinesia, nelle città principali urne chiuse alle 20, i centri più piccoli hanno avuto la possibilità di chiudere alle 19.

Auto rubata con fucile trovata a Besançon – Nella città francese un seggio è stato evacuato per la presenza di un veicolo sospetto nei pressi del centro di voto. L’emittente Bfmtv riporta che il seggio è stato chiuso alle 9.30, ma ha riaperto alle 11.30, dopo l’intervento sul posto delle forze dell’ordine. Si trattava di un’auto lasciata a motore acceso vicino al seggio, che è risultata rubata il 15 marzo del 2017. All’interno è stato trovato un fucile da caccia. Il sindaco di Besançon, il socialista Jean-Louis Fousseret, ha però riferito all’emittente che al momento non viene presa in considerazione la pista del terrorismo.