Era stato condannato in via definitiva a 11 anni di carcere per abusi sui figli, che avevano testimoniato contro di lui. Ma, a distanza di anni, loro hanno ritrattato tutto, spiegando di essere stati costretti a mentire dalla madre. E venerdì, dopo due anni in prigione, Saverio De Sario è stato assolto dalla Corte d’appello di Perugia al termine del processo di revisione e ha lasciato il carcere di Terni, tornando ad essere un uomo libero. “È finito un incubo“, ha commentato De Sario, che ad attenderlo fuori dalla prigione ha trovato i figli, due sorelle e una nipote. “La giustizia – ha aggiunto – comunque funziona”.

A De Sario gli abusi sui figli erano stati contestati tra la Sardegna, sua terra d’origine, e Brescia, dove la famiglia ha vissuto per anni prima della separazione tra marito e moglie. Alla revisione del processo a Perugia l’avvocato Massimiliano Battagliola era arrivato dopo una prima richiesta rigettata dalla Corte d’Appello. Nel primo processo i figli di De Sario, che all’epoca dei fatti avevano 7 e 10 anni e oggi ne hanno rispettivamente 24 e 27, avevano dichiarato di essere stati abusati dal padre, poi condannato a 11 anni di carcere, pena divenuta definitiva nel 2015. Poi, due anni fa, l’improvvisa ritrattazione dei due fratelli, che sostenevano di aver fornito quella versione per assecondare la madre.

Agli atti del nuovo processo, oltre alla ritrattazione, anche un memoriale che Gabriele De Sario, il figlio maggiore, ha scritto durante la sua permanenza in una comunità a Brescia, nel quale il ragazzo racconta quella che a suo dire è la verità. Un testo che però non era mai stato preso in considerazione dagli educatori della struttura. “Non ci speravamo più, dopo 17 anni siamo riusciti a far emergere la verità” ha commentato il figlio dopo la sentenza.