Non condividono la cella, sono detenuti solo nello stesso reparto, insieme ad altri 160 detenuti. Lo precisa la direzione del carcere di Bollate dopo che giovedì mattina fonti qualificate avevano riferito che Alexander Boettcher e Alberto Stasi si trovavano nella stessa cella.

Il primo è il broker condannato per le aggressioni con l’acido: insieme all’ex studentessa della Bocconi ed ex amante Martina Levato formava la cosiddetta “coppia diabolica“, detta anche – appunto – coppia dell’acudo. Dopo essere stato detenuto a San Vittore – l’arresto è del 28 dicembre del 2014 – Boettcher è stato trasferito qualche mese fa a Bollate e da non molto condivide la stessa cella con Stasi. È stato condannato a 14 anni in appello per il blitz contro Pietro Barbini e a 23 anni in primo grado per le altre aggressioni: in questo secondo processo è in attesa del processo d’appello che comincerà il 4 maggio.

Studiava alla Bocconi come la Levano, Alberto Stasi, condannato a 16 anni per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi avvenuto a Garlasco, in provincia di Pavia, il 13 agosto del 2007. Adesso sta studiando per prendere una seconda laurea in legge dopo quella in Economia. Nel carcere modello di Bollate Stasi è detenuto fin dal 12 dicembre del 2015, quando si è consegnato dopo la condanna definitiva per il caso di Garlasco. Una condanna arrivata dopo un complicato iter giudiziario che si trascina – in qualche modo – fino ad oggi. Il pool difensivo del giovane, rappresentato dallo studio legale Giarda, è stato infatti querelato per calunnia, falso ideologico e violazione della legge sulla privacy da Andrea Sempio. Si tratta dell’altro giovane indagato per l’omicidio  di Chiara Poggi  in seguito a una segnalazione alla magistratura degli stessi difensori di Stasi e la cui posizione è stata di recente archiviata dal gip di Pavia Fabio Lambertucci.

L’indagine su Sempio, che all’epoca dell’omicidio aveva 18 anni ed era amico del fratello della vittima, aveva riacceso le speranze di Stasi, al momento l’unico condannato in via definitiva a 16 anni. Nel suo provvedimento di archiviazione il gip ha sottolineato “l’inconsistenza degli sforzi profusi dalla difesa Stasi tendenti a rinvenire un diverso, alternativo, colpevole dell’uccisione di Chiara Poggi”. “Per fortuna  Andrea è un ragazzo equilibrato e con i nervi saldi, se fosse capitato a una persona fragile forse non saremmo qui”, ha detto l’avvocato Massimo Lovati. “Quello che è accaduto – continua – è un fatto gravissimo, manipolare il dna di una persona è una violazione inaccettabile. È come uno stupro”. L’avvocato si riferisce al “prelievo illecito di sostanze organiche dell’indagato” per fornire una prova della sua colpevolezza. “Ci interessa che venga fatta luce sulla illiceità di questo comportamento, reso ancor più grave dal fatto che gli autori sono avvocati, cioè coloro che dovrebbero essere al servizio della giustizia“.