Sono 246 e costano alle casse pubbliche 10 milioni e 700 mila euro lordi all’anno. Sono i percettori di un vitalizio della Regione Campania. Politici ed ex politici, ex ministri, editorialisti, imprenditori, docenti universitari, avvocati, spesso persone ancora in piena attività. Il consigliere regionale verde Francesco Borrelli si è battuto per mettere online l’elenco e i singoli importi sul sito del parlamentino campano. Ci è riuscito: da ieri è in rete, seminascosto tra le pieghe del sito del parlamentino campano, ma con un paio di click su ‘ricerca’, l’elenco spunta. E possiamo finalmente leggerlo, analizzarlo, strabuzzare gli occhi davanti a qualche nome.

A partire dall’anno 2000, per ottenere il beneficio bisogna aver compiuto 60 anni. Il vitalizio è reversibile ed infatti sono 60 le persone che ne beneficiano per averlo ‘ereditato’ dal titolare. Dal 2012 è stato abrogato per i nuovi consiglieri: ma la legge regionale non ha intaccato i diritti acquisiti, salvo una riduzione del 30% dell’importo. È cumulabile con il vitalizio di ex parlamentare. Per comodità, le cifre che vi indicheremo sono ‘al netto’. Tra i nomi più famosi, l’ex sindaco di Napoli Antonio Bassolino, per due volte Governatore della Campania dopo un lontano mandato di consigliere regionale: per lui 3.480 euro netti al mese. Ci sono poi ex ministri di grido, che prima di spiccare il volo verso la politica nazionale hanno fatto apprendistato in Regione Campania. Uno è l’irpino Nicola Mancino, ex ministro dell’Interno ed ex vice presidente del Csm: 2.493 euro netti al mese grazie a un paio di mandati da consigliere culminati in due incarichi di Presidente della Campania negli anni ’70, quando il capo della giunta veniva eletto in consiglio e non direttamente dagli elettori. Un altro ex ministro di peso è il salernitano Carmelo Conte, protagonista della ruggente stagione craxiana. Ne fu ministro delle Aree Urbane. Ha attraversato un paio di consiliature negli anni ’70 e gode di un vitalizio di 1.915 euro al mese. Altro ex ministro con vitalizio in tasca, l’irpino Ortenzio Zecchino, titolare del dicastero dell’Università durante i governi D’Alema ed Amato, ex consigliere regionale dal 1970 al 1979: riceve 2.335 euro al mese.

Percepiscono vitalizi anche personaggi che hanno attraversato in lungo e in largo la cronaca giudiziaria. Enrico Fabozzi, ex sindaco di Villa Literno ed ex consigliere regionale Pd nella consiliatura 2010-2015, è stato condannato in primo grado a dieci anni per concorso esterno in associazione camorristica con accuse di contiguità col clan Bidognetti. Ma riceve un vitalizio di 2.711 euro netti al mese perché l’erogazione della somma viene esclusa solo “dalla data di passaggio in giudicato della sentenza e per la durata pari a quella dell’interdizione ai pubblici uffici” comminata nel verdetto e Fabozzi, innocente fino a prova contraria, è legittimato a conservare il beneficio. C’è poi Armando De Rosa, ex potentissimo assessore regionale Dc alla Sanità e ai Lavori Pubblici nella stagione a cavallo del terremoto, arrestato nel 1987 poche settimane prima di essere eletto Presidente con in mano una valigetta zeppa di soldi in contanti. Prosciolto per prescrizione 11 anni dopo nel processo per concussione che ne seguì (annullato quattro volte), e poi di nuovo salvato dalla prescrizione per una tangente da 300 milioni di lire nelle mani di Antonio Gava che sprezzante commentò: “Sono pampuglie”. Lo stesso Gava che oggi intasca un vitalizio da 4.155 euro netti al mese (mentre la moglie Flora Beneduce è consigliere regionale in carica, gruppo di Forza Italia).

Curiosità varie. Di un vitalizio gode anche l’ex consigliere regionale Luca Colasanto, 3.525 euro al mese frutto di due consiliature tra il 2015 e il 2015 in Forza Italia. Colasanto è famoso per essere stato lo stampatore che di fatto costrinse Indro Montanelli a chiudere la Voce, ed è tuttora titolare di alcune importanti commesse nel settore, oltre ad essere l’editore di un quotidiano beneventano. Il vitalizio dell’editorialista e sociologo della camorra Isaia Sales, ex consigliere Pci ed ex sottosegretario del primo governo Prodi, ammonta invece a 3.976 euro netti al mese. Sales attualmente fa parte, a titolo gratuito, del comitato per la legalità istituito dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris. Mentre il vitalizio di Samuele Ciambriello, ex presidente del Corecom, l’organismo che approva le graduatorie dei finanziamenti pubblici alle tv e radio locali, è di 3.234 euro al mese: attualmente l’ex politico si occupa, tra l’altro, della conduzione di trasmissioni televisive e radiofoniche.