Più di dieci anni per fissare un processo di secondo grado. Per fatti avvenuti nel 2001, ben sedici anni fa. Alla Corte d’appello di Torino la situazione di ritardi e di fascicoli accumulati continua a destare sorprese e, soprattutto, disagi.

Venerdì mattina Michele Forneris, avvocato del foro di Torino, ha ricevuto la notifica della fissazione dell’udienza di un processo celebrato in una sezione distaccata del Tribunale di Torino tra il 2003 e il 2006. Era un procedimento per appropriazione indebita nei confronti di due amministratori condominiali che nel 2001 erano stati denunciati da alcuni condomini per la sparizione di circa 15mila euro. Pochi mesi dopo il verdetto l’avvocato difensore delle parti civili ha depositato l’appello, iscritto nel registro dei procedimenti della corte nel 2007. Da allora per quasi dieci anni quel fascicolo è rimasto fermo a impolverarsi in una pila di altri fascicoli. Nel frattempo il reato contestato si è prescritto e così anche la possibilità delle parti civili di ottenere il possibile risarcimento.

“Noi siamo sereni, però siamo stati sospesi in questo giudizio per dieci anni. È assurdo – afferma l’avvocato Forneris, difensore dei due amministratori imputati -. È un fatto che grida vendetta in assoluto per entrambe le parti. Chi ha fatto l’appello e pensava di avere ragione si è visto negare il suo diritto per undici anni. Chi invece ha subito l’appello ha dovuto metter da parte 15mila euro per tutti questi anni, nel caso in cui fosse stato condannato a pagare. Questa è malagiustizia”.

Alla Corte d’appello di Torino nel corso del 2016 è terminato con la prescrizione dei reati il 42 per cento dei processi, una percentuale in aumento rispetto al passato. Senza dimenticare il caso dello stupro nei confronti di una bambina prescritto perché per arrivare in appello ci sono voluti 9 anni. Secondo l’avvocato Forneris con una riforma che allunga i tempi di prescrizione poco cambierebbe: “Non significa migliorare la giustizia, perché non fa diminuire i tempi dei processi. Bisogna fare i processi in tempi ‘civili’. Un processo come questo, se fosse salvato da una prescrizione lunga, sarebbe un processo incivile”.