Oltre 40 anni di abusi sessuali coperti in nome della reputazione, ma finalmente l’istituzione ammette. Il copione si ripete negli Usa e ancora una volta un college per rampolli viene travolto dallo scandalo. Così dopo Saint George in Rhode Island, Horace Mann e Poly Prep a New York, i riflettori si sono accesi su Choate Rosemary Hall, scuola di élite del Connecticut che tra i suoi studenti ha avuto il presidente John Fitgerald Kennedy e il fratello Joseph Jr.

Le rivelazioni sugli abusi, come si legge sul New York Times, sono il frutto di un’indagine ordinata dalla stessa direzione del collegio dopo un articolo apparso l’anno scorso sul Boston Globe – il giornale che vinse il Pulitzer per l’inchiesta sugli abusi coperti dalla Chiesa – nel quale si parlava di presunti casi avvenuti sia negli anni ’80 che in anni successivi. Nel rapporto di 48 pagine si fa riferimento a 12 ex insegnanti che hanno molestato sessualmente studenti, oltre ad un caso di stupro e al racconto di una serie di esperienze scioccanti da parte di una ventina di studenti.

Alle conclusioni sugli abusi, che vanno indietro anche fino agli anni ’60, gli inquirenti sono arrivati dopo aver preso in esame lettere, atti scolastici nonché il racconto in prima persona di alcune delle vittime. “Alcuni studenti – si legge nel rapporto – dissero che in un primo momento erano rimasti lusingati dall’attenzione ricevuta da alcuni docenti, ma solo dopo si accorsero che tale condotta era in realtà un abuso. Altri ci hanno raccontato che si sono sentiti traditi dal corpo docente e dal personale di cui si fidavano e ammiravano”. Dall’indagine è emerso anche che nessuna delle azioni perpetrate dagli insegnanti, tra cui baci intimi e palpeggiamenti, fu denunciata alla polizia. In certi casi, ad alcuni docenti, di fronte all’evidenza del loro comportamento, fu concesso di dimettersi in cambio di lettere di raccomandazione dell’amministrazione della scuola. Dei 12 insegnanti coinvolti, cinque sono nel frattempo deceduti.
Sempre secondo il rapporto, l’atteggiamento da parte dell’ amministrazione nei confronti dei docenti coinvolti cambiava a seconda della loro popolarità. “Quando si trattava di un docente con una certa anzianità – si legge ancora – o che godeva di ammirazione, si tardava a prendere provvedimenti. Almeno in un’occasione, un decente rimase in carica finché non decise volontariamente di andare in pensione, dieci anni dopo la denuncia da parte di uno studente”.