“Siamo sempre alla ricerca di nuove sonorità. Ci piace metterci alla prova e sperimentare”. Già, sperimentare. Lo ripetono spesso gli Ex-Otago nel presentare la nuova versione deluxe di Marassi uscita il 7 aprile per Universal. “L’abbiamo chiamata StraMarassi perchè è un’evoluzione di Marassi, un po’ come mettere il 70 o la Malossi sul cinquantino. StraMarassi è Marassi più ricco e vario”.

Il nuovo progetto del gruppo ligure propone sedici tracce e vanta numerose collaborazioni e remix: nel disco si trovano esponenti della scena rap italiana come Jake La Furia, Willie Peyote, Mecna, Levante e Marianne Mirage, ma anche artisti del calibro di Eugenio Finardi e Caparezza. Sulla scelta delle collaborazioni gli Ex-Otago spiegano: “È stato tutto molto naturale. Volevamo proporre qualcosa di nuovo dal nostro ultimo lavoro. Così in maniera spontanea abbiamo deciso di lavorare anche con artisti che non fossero proprio del nostro settore. L’unico rimpianto è non essere riusciti a chiudere i pezzi con Calcutta e Cosmo”. La differenza con l’altro progetto si avverte anche dalla copertina: “Questa nuova versione ha uno sfondo buio e cupo rispetto all’altra chiara e limpida. Si tratta di vedere le stesse cose, ma da un altro lato”.

L’idea di StraMarassi è nata dopo la prima collaborazione con Jake La Furia. Un percorso che ha visto la contaminazione del rap. “Jake ci ha chiamato al telefono dicendo che era nostro fan e che gli sarebbe piaciuto fare il remix del pezzo Gli Occhi della Luna” svela il gruppo. “Ci affascina molto il linguaggio del rap. Arriva dritto al punto, è concreto, non si nasconde dietro a nulla”. Il video con il rapper dei Club Dogo è stato girato nello stadio Marassi a Genova, un motivo di soddisfazione per gli Ex-Otago. “All’inizio pensavamo che fosse impossibile girare nello stadio che frequentavamo fin da ragazzini. Poi in realtà tutti si sono dimostrati disponibili e ci hanno dato le autorizzazioni. Entrare in campo e vedere i riflettori accendersi è stata un’emozione unica”.

Marassi è stato un album che ha segnato il gruppo. Dalle canzoni del disco emergeva il ritratto del quartiere dove sono cresciuti gli artisti. “È il posto da cui è partito tutto. Un serpente di strade che arrivano fino al rifugio in cui ancora oggi, ci troviamo a scrivere e comporre le canzoni. Un quartiere che ci rappresenta, con tutte le sue sfumature”. Sullo sfondo aleggia sempre Genova, con la sua storia, cultura e contraddizioni. “La cultura genovese è un po’ addormentata. Noi, con Marassi, abbiamo voluto dargli un titolo ben definito e riconoscibile fin da subito al nostro lavoro”. Questo è stato il quinto album del gruppo ligure. Un disco in cui gli Ex-Otago sono riusciti a trovare la leggerezza e la semplicità. “Abbiamo concepito questo progetto dalla primavera all’autunno dell’anno scorso. Se cerchi la sintesi nelle cose e la trovi vuol dire che sta andando tutto molto bene. Noi l’abbiamo trovata con questo album. È stato un momento di grande lavoro e soddisfazione”.

Gli Ex-Otago ora sono pronti a portare la nuova versione deluxe di Marassi anche live per vedere la reazione dei fan. “È bello vedere la risposta e gli stimoli che ti danno gli ascoltatori. Il pezzo con Jake è stato recepito bene dal pubblico. Non vediamo l’ora di fare questi nuovi brani live”. In futuro la musica del gruppo ligure potrebbe approdare anche sul palco dell’Ariston, nella prestigiosa cornice di Sanremo. “Ne abbiamo parlato e se dovesse capitare l’opportunità ci andremmo. Sarebbe bello vedere un festival che propone della musica più attuale, che inviti gli artisti capaci di riempire i club e i palazzetti. Gente come Calcutta, Cosmo, Motta o Brunori Sas. Sarebbe una ventata di novità. Ne gioverebbero tutti secondo noi”. Al momento però il gruppo è concentrato solo sul presente: “Tra poco si partirà con gli instore, poi non vedremo l’ora di suonare questo album dal vivo”.