A confermare che i pesi e le misure, quando si parla di tasse, siano più d’uno, è stato il Sole 24 Ore che venerdì 7 aprile ha puntato il dito contro gli interessi pretesi dal Fisco nei confronti del contribuente creditore, che sono quasi il doppio di quando è invece il cittadino a dover incassare. Situazione che si fa ancora più difficile da giustificare se i 21 milioni di italiani indebitati con Equitalia si fermano a pensare ai casi, all’ordine del giorno, delle multinazionali campionesse in quella che si chiama eufemisticamente ottimizzazione fiscale, complici i passaporti per i Paesi che offrono il listino più economico. Proprio mentre si moltiplicano i salvataggi pubblici di banche i cui vertici sono finiti sul banco degli imputati per mala gestio. Ilfattoquotidiano.it ne ha parlato con il parterre del Workshop Ambrosetti di Cernobbio. Tra le provocazioni, gli slalom e gli imbarazzi, le ricette di politici (Enrico Letta), tecnici (Mario Monti ed Enrico Giovannini) e banchieri (Giovanni Bossi) spaziano dall’ottimizzazione della pubblica amministrazione all’espansione della moneta elettronica. E se per Letta l’assioma è che solo l’Ue può migliorare il rapporto tra cittadino e fisco a vantaggio del contribuente, per Monti la certezza è che i mali dell’economia italiana derivano più dall’evasione fiscale e dalla corruzione che “da un certo tipo di costituzione o di legge elettorale”.