Ieri sono stato al cinema con mio fratello. Vado sempre più raramente al cinema: preferisco infatti, vedere i film con il telefonino. E chi l’avrebbe detto?

Sono stato a vedere Life, un film di fantascienza orribile su un polipetto alieno molto incazzuso: l’alieno viscido e tentacolare avrebbe meritato ben altro uso, magari cucinato a dovere su un bel piatto di spaghetti, spruzzato di vino bianco, con aggiunta di prezzemolo. L’agonia inizia prima del film, lo spettatore è letteralmente bombardato da spot sulle auto e dai trailer rumorosi dei film americani, tanto rumore per nulla. Il rumore evidentemente serve a controbilanciare l’assoluta mancanza di idee. Erano bei tempi quando gli americani ci colonizzavano l’inconscio, come sosteneva Wenders, ora ci colonizzano il colon! Meglio starsene a casa a rivedersi per l’ennesima volta Baci rubati di san Truffaut.

E io dovrei mettermi a scrivere una sceneggiatura? C’è la vita che ogni giorno scrive trame meravigliose, bisogna solo saperle leggere. Dovrei mettermi a cercare un produttore o un finanziamento per poi fare un film che non si sa se mai uscirà nelle sale? In queste sale così rumorose e rutilanti di Nulla spacciato per cinema. Per carità. Xavier De Maistre scrisse il suo Viaggio intorno alla mia camera. Bene, io scriverò un piccolo saggio dal titolo Il cinema intorno alla mia camera.

Per fare cinema c’è bisogno di un volto e di un pizzico di verità. Io ho un volto e una verità pizzicata. Non ho bisogno d’altro. C’è molto più cinema nella mia stanza che nelle sale cinematografiche. Prendetemi pure per un presuntuoso: lo sono a tutti gli effetti. Dopo Fellini e Dreyer bisogna essere molto presuntuosi per continuare a fare cinema. Non finirò mai in un festival, non calpesterò mai un tappeto rosso, e ne sono felice: i tappeti rossi non mi hanno mai fatto del male, perché dovrei calpestarli?

Però, devo ammetterlo, su una cosa sono ancora indietro, residui di un infantilismo mentale: voglio diventare famoso come Tom Cruise, farmi venire i crampi a furia di fare autografi, e finire nelle riviste di gossip per allietare chi è in attesa di una permanente. In fondo sono un uomo con tutte le sue debolezze e le sue stupide vanità, e quasi quasi vorrei vendere la mia anima, il problema è che nessuno vuole comprarla!

Allora sapete che cosa faccio? Mi siedo sul mio divano, e accendo la videocamera. Ciao.