L’ALTRO VOLTO DELLA SPERANZA di Aki Kaurismaki. Con Sherwan Haji, Sakari Kuosmanen, Ilkka Koivula. Finlandia, 2016. Durata: 98’ Voto 4/5 (DT)

Ancora un film di Aki Kaurismaki, il 17esimo, e ancora una meraviglia di film. Khaled è un ragazzo siriano in fuga da Aleppo, emerso da un carico di carbone di una nave finlandese. Wikström è un maturo commesso viaggiatore che molla professione, magazzino di camicie, cravatte e moglie, vince al poker, e rileva un ristorantino di ultima categoria. Khaled, vessato da un gruppo di naziskin e in attesa di ritrovare la sorella unica superstite della famiglia massacrata sotto le bombe, incontra casualmente Wikstrom. Un paio di (fasulli) pugni in faccia l’uno all’altro  alla John Wayne vicino a un bidone del pattume, e il ragazzo viene subito nascosto, assunto e regolarizzato dal neo ristoratore, quindi aggiunto alla strampalata truppa di dipendenti di lunga data del locale, uno dei quali fumacchia imbalsamato in cucina avvolto nelle ragnatele. Eroi serafici e malinconici che fanno il verso maudit all’universo hollywoodiano, umorismo dissacrante che pervade ogni battuta e per ogni personaggio senza distinzione di provenienza geografica, Kaurismaki ripropone il suo marchio di fabbrica dall’inquadratura con macchina da presa fissa che mai si muove, carrella o stringe su un dettaglio. Gli interpreti stanno come sempre al gioco, letteralmente giocando. Stacchi o raccordi con riff di chitarristi folk che travolgono. Kaurismaki non sbaglia mai un colpo. Evviva.