La morte porta via tante cose, altre magari ne lascia in sospeso. Non è il caso, tuttavia, delle multe: se un familiare è da poco passato a miglior vita e agli eredi arriva una sanzione o la notifica di una cartella esattoriale a suo carico, questi non sono tenuti a pagarla.

Come infatti spiega il sito specializzato laleggepertutti.it, l’art. 7 della legge 689/1981 stabilisce che le sanzioni amministrative si estinguono ope legis con la morte del trasgressore, non essendo trasmissibili agli eredi.

Dunque come si deve agire nel caso il verbale con la multa e la cartelle di pagamento, inviata successivamente, vengano notificati dopo la morte di chi ha commesso l’infrazione? Innanzitutto, non bisogna pagare. Dopo di che va presentata all’ente che detiene il credito una richiesta di sgravio. Qualora si fosse già arrivati a una cartella esattoriale, tale richiesta va presentata anche all’Agente per la riscossione.

Se non si ottiene risposta, bisogna considerare tale silenzio come un rigetto della richiesta stessa. Dunque, onde evitare che il termine per il ricorso al giudice scada e l’atto diventi definitivo (nel qual caso bisogna pagare) è necessario agire per avere una tutela.

Bisogna dunque impugnare il verbale con la multa, arrivato dopo la morte del congiunto, davanti al giudice di Pace entro 30 giorni o davanti al Prefetto entro 60 giorni. Nel caso di cartella di pagamento giunta dopo la morte del familiare di cui sopra, l’impugnazione dovrà avvenire davanti al giudice di Pace entro trenta giorni.

Se invece a non essere stato pagato è il bollo il discorso cambia, perché di questo l’importo deve sempre essere versato. Al netto, tuttavia, di eventuali sanzioni: per queste i familiari possono richiedere lo sgravio come detto sopra.

E’ anche possibile, poi, che la vettura multata sia in comproprietà tra il defunto e un suo familiare. Nel caso specifico quest’ultimo dovrà pagare, a meno che non riesca a dimostrare che il mezzo è stato utilizzato contro la sua volontà. E’ comunque buona abitudine in caso si erediti un veicolo, anche perché altrimenti si incappa in sanzioni amministrative, far aggiornare il libretto di circolazione e il certificato di proprietà entro 60 giorni.