La quasi totalità delle volte la miglior risposta a certe meschinità che trovano spazio sulla stampa è il silenzio, per non legittimarle e per non fare loro pubblicità. Ma, a volte, diventa necessario rispondere ed oggi sembra l’occasione giusta per farlo, dopo gli attacchi ripetuti ricevuti da Salvatore Borsellino da parte di una testata giornalistica, LiveSicilia.it, che lo ha accusato di sporcare il nome di suo fratello e di soffrire di un acuto “disagio psicologico”. Risposta che si aggiunge a quella inappuntabile di Aaron Pettinari che, con il suo articolo, ha già evidenziato aspetti importanti della questione.

Sono anni che LiveSicilia porta avanti una campagna contro chiunque si ostini a non uniformarsi al clima di pacificazione che vuole imporre il pensiero unico negli ambienti della giustizia, siciliana e non. E, come Paul Valery ben ci insegnava, se non si può attaccare il ragionamento, si attacca il ragionatore. Ed è così che LiveSicilia ha impiegato tempo e fatica per scandagliare ogni più piccolo gesto ed ogni più lontana parola di Salvatore Borsellino, pronta ad usare qualsiasi passo falso il fratello di Paolo avesse fatto.

Oggi, almeno, la testata ha esplicitato che, a differenza di ciò che dovrebbe essere il giornalismo, imparziale non lo è mai stata e, anzi, hanno assunto sin dall’inizio una “linea esplicita su quell’antimafia ‘da circo’“. Infatti si è ben guardata, nonostante la loro dichiarata passione per la cronaca e la verità, dal riportare anche solo mezza riga della posizione di Borsellino nei vari processi, primo su tutti quello sulla strage di Via D’Amelio (nel quale il legale di Salvatore Borsellino ha chiesto l’assoluzione di Vincenzo Scarantino quale vittima di un depistaggio di Stato e la cui sentenza si aspetta per metà aprile) o di esporre il lavoro instancabile che fanno le Agende Rosse ne “La casa di Paolo” a Palermo o negli incontri con i ragazzi per tutta l’Italia. No, a leggere loro l’unico gesto compiuto da Salvatore Borsellino e dalle Agende Rosse è stato l’abbraccio a Massimo Ciancimino (dato, tra l’altro, tra i tavoli di un bar di una Via D’Amelio deserta all’ora di pranzo). Se i lettori avessero interesse a leggere critiche intellettualmente oneste forse farebbero meglio ad allontanarsi da LiveSicilia e a comprare il pungente libro di Giacomo Di Girolamo, “Contro l’antimafia”.

Attaccare Salvatore Borsellino, rinfacciandogli il suo “ritardo” nello scendere in campo per ottenere verità e giustizia (senza nemmeno informarsi bene, visto che Salvatore, assieme alle sue sorelle, iniziò il suo percorso il giorno successivo alla morte del fratello) e accusandolo di “sfruttare” il suo cognome (non si sa bene per cosa, visto che Salvatore ha sempre rifiutato ogni incarico, ogni candidatura e ogni più piccola somma di denaro da parte dello Stato) è veramente degno di un giornalismo etico? L’impegno di Salvatore Borsellino si può non condividerlo nei contenuti, nelle forme o per qualunque altra ragione ma non è certamente contestabile moralmente.

Ma c’è un altro dettaglio che è il caso sottolineare. Salvatore Borsellino non è cambiato negli ultimi anni. Ha sempre espresso certe posizioni ed ha sempre affermato le sue considerazioni, come quella secondo cui il magistrato Luigi De Magistris fosse stato ucciso dalle carte da bollo (ben diverso dal dire che De Magistris è il nuovo Paolo Borsellino, vero, LiveSicilia?). Salvatore aveva abbracciato Massimo Ciancimino già nel maggio 2013, davanti a tutta la stampa di Palermo il giorno del rinvio a giudizio del processo Trattativa. Quindi perché questo accanimento ora?

E’ interessante notare, infine, come nell’ultimo attacco rivolto da LiveSicilia a Salvatore Borsellino il giornalista abbia sorvolato del tutto su un dettaglio evidenziato dal fratello del giudice ucciso nel post tanto discusso, dettaglio che per primo aveva riportato l’avvocato di Borsellino, Fabio Repici, in una piccola recensione, pubblicata sul sito 19luglio1992.com, del libro del generale Angiolo Pellegrini, Noi, gli uomini di Falcone. Nel libro il generale dei Carabinieri ricordava come Giovanni Falcone avesse convocato Giuseppe Sottile per interrogarlo su alcune conversazioni intercettate ai cugini mafiosi Salvo, che parlavano proprio del giornalista. Giuseppe Sottile, l’attuale direttore di LiveSicilia.