Ormai c’erano pochi dubbi al riguardo, ma oggi Paolo Bonolis ha ufficializzato, nel corso di una conferenza stampa a Cologno Monzese, l’accordo raggiunto con Mediaset e il suo rinnovo di contratto per altri due anni. A presentare alla stampa quello che il conduttore romano farà sulle reti del Biscione, c’erano il direttore di Canale5 Giancarlo Scheri, il direttore generali contenuti Alessandro Salem e Pier Silvio Berlusconi.

Di totalmente nuovo, in realtà, non ci sarà nulla, ma l’impegno di Bonolis per le prossime due stagioni sarà comunque grosso, visto che riproporrà, nell’arco di due anni, un po’ tutti i programmi più noti che ha condotto sulle reti Mediaset: confermato Avanti un altro nel preserale di Canale5, così come Music, il riuscito esperimento che pochi mesi fa ha raccontato la musica in televisione da un punto di vista innovativo e contemporaneo, potendo contare anche su ospiti di prima grandezza.

Tra i grandi ritorni, invece, ecco “Chi ha incastrato Peter Pan” (sempre sull’ammiraglia del Biscione), “Scherzi a parte” e il tanto atteso “Il Senso della Vita”, senza dubbio la trasmissione migliore di Bonolis, ferma ormai dal 2011 e rientrata a furor di popolo nei palinsesti Mediaset. La novità, però, in questo caso c’è ed è anche piuttosto grossa: il programma non andrà più in onda su Canale5 in seconda serata ma su Italia1 in prime time. Un passo importante per Bonolis, disposto a migrare dalla rete principale del gruppo a quella più “giovane”, forse consapevole che il format potrebbe funzionare soprattutto nella fascia di pubblico che è il target naturale di Italia1.

Tornerà purtroppo anche Ciao Darwin, anche se nella stagione 2018/2019. Il titolo più trash della ricca collezione bonolisiana è stato però difeso in conferenza stampa dallo stesso conduttore, che ha rivendicato anche una sorta di funzione sociologica e antropologica del programma, che sarebbe soltanto una fotografia della realtà.

Paolo Bonolis non ha ovviamente negato le trattative con la Rai, anche se alla fine si è detto soddisfatto di essere rimasto all’ombra del Biscione: “Sono contento di aver rinnovato questo contratto con Mediaset, anche se sono sempre stato di bosco e di riviera. Mediaset è un’azienda che è sempre venuta incontro alle cose che ho voluto fare. C’è la voglia di fare qualcosa di nuovo e diverso, oltre a consolidare il passato. Sono felice e sono convinto che le cose possano andare bene”.

Ma ai tanti giornalisti presenti non poteva bastare l’ammissione di un contatto con viale Mazzini, e molte domande hanno riguardato la possibilità di condurre il prossimo Festival di Sanremo. Pier Silvio Berlusconi si è detto assolutamente disponibile a lasciare andare uno dei suoi cavalli di razza nella settimana rivierasca, “come abbiamo sempre fatto, da Mike Bongiorno a Maria De Filippi”.

Ma quello più restio sembra lo stesso Bonolis, che proprio sul Festival ha sganciato una piccola bomba: “Io potrei pensare di tornare al Festival solo se non si svolgesse più al Teatro Ariston. Continuando a farlo lì non si può raccontare nulla di nuovo, visto che si è già raccontato e fatto tutto, anche dal punto di vista tecnologico”. Che esista un nutrito partito di addetti ai lavori intenzionati a spingere mamma Rai a lasciare la città ligure non è certo una novità, ma la presa di posizione di Bonolis non avrà fatto piacere all’amministrazione sanremese, rischiando di incrinare il rapporto ottimo e proficuo (i suoi Sanremo restano i migliori degli ultimi 15 anni) che c’è sempre stato tra il conduttore e il Festival, almeno come lo conosciamo adesso.

Interpellato poi sul caso “Parliamone Sabato” e sulla chiusura del programma di Paola Perego, Bonolis ha difeso la collega (nonché moglie del suo agente Lucio Presta, in prima fila in conferenza stampa): “Mi dispiace per quello che è successo. È successo qualcosa di umano, e in televisione si esercitano rapporti di forza. La Rai è un’azienda televisiva di Stato e deve far contenti tutti. E per fare contenti tutti è difficile non ascoltare le lamentele di tutti, ma così si finisce per fare una televisione innocua dove l’ironia rischia di non avere spazio. E l’ironia non può essere innocua. Io ho visto quel momento e non era successo davvero nulla. Credo che dietro quella chiusura ci siano altre cose e credo che se quel programma avesse fatto il 20% non sarebbe stato chiuso. La rete rischia di diventare una forca caudina con le sue battaglie inutili ma non bisogna avere paura. Bisogna avere le palle di rispondere”.