Ancora un rinvio per la legge elettorale, che non sarà più portata in aula il 27 marzo come stabilito dalla riunione dei capigruppo. La Commissione Affari costituzionali ha comunicato in una lettera alla presidente della Camera, Laura Boldrini, di non riuscire a concludere l’esame della legge elettorale in tempo per la data prefissata, rendendo così inevitabile il rinvio.

Durante la seduta del pomeriggio, Andrea Mazziotti, presidente della Commissione nonché relatore, ha illustrato le ultime cinque proposte delle 29 presentate, ovvero quelle di Valiante, La Russa, Lupi, Costantino e Pisicchio. Il ventaglio delle proposte di legge è ampio: si va da quelle che tentano di armonizzare i due sistemi di Camera e Senato, come quella di Pisicchio, a quelle che rilanciano il proporzionale puro, fino alle due targate Pd che insistono sul Mattarellum.

I tempi per le votazioni restano incerti. Il presidente Mazziotti ha auspicato che, a partire da mercoledì, “ci sia un dibattito approfondito e concreto” sulla riforma e non “solo sulle rispettive proposte di bandiera, per dar modo di arrivare alla decisione su un testo base” che consenta di fissare la data per la presentazione degli emendamenti.

Non si sono fatte attendere le reazioni del M5s. In una nota i deputati della commissione hanno affermato che “le scissioni nel Pd e le lotte di potere in vista del Congresso bloccano il Paese e impediscono al Parlamento di entrare nel merito e discutere della nuova legge elettorale”. “Visto il comportamento in Commissione Affari costituzionali – prosegue la nota – ormai è chiaro che non vogliono farci votare. Da voto subito siamo passati al voto mai“.