A Torino chi apre un nuovo locale, bar o ristorante, e non installa videolottely e slot avrà un aiuto dal Comune. Lo ha deciso la giunta comunale, guidata da Chiara Appendino, martedì 14 marzo approvando una delibera proposta dall’assessore al commercio Alberto Sacco. L’atto, che dovrà passare al vaglio del consiglio comunale, prevede tutta una serie di agevolazioni a chi chiederà una nuova licenza agli uffici comunali: strutture accessibili ai disabili, aree baby friendly, wi-fi gratuito, apertura garantita nella aree turistiche durante le festività e cartelli informativi sui rischi legati all’abuso di alcool e altro ancora.

A chi chiede una nuova licenza l’amministrazione ridurrà del 20 per cento la “monetizzazione dei parcheggi”, una spesa con cui si vuole compensare il disagio provocato ai cittadini dall’afflusso di vetture vicino ai locali, se eliminerà le barriere architettoniche, mentre negli altri casi permetterà di rateizzare il costo su sette anni e non cinque. Da una parte, quindi, l’amministrazione M5s vuole favorire “l’insediamento di attività con standard di qualità che – si legge nel documento – renderanno gli esercizi strutturalmente più accoglienti e maggiormente rivolti alle esigenze dei consumatori”, ma dall’altra – invece – torna a combattere una battaglia, quella contro le ludopatie. “Abbiamo fatto alcune riunioni con i commercianti e abbiamo trovato una quadra: abbiamo definito che se si apre una nuova attività noi dell’amministrazione daremo una mano a chi non installa videopoker e videoslot”, riassume l’assessore Sacco. Gli esercenti hanno sottolineato come le “macchinette” garantiscano delle entrate alle loro attività e privarsene provocherebbe un danno economico, così l’amministrazione – per incentivarli – ha messo sul piatto della bilancia rate più leggere della monetizzazione dei parcheggi. “Sappiamo che in un periodo di crisi togliendo le slot andiamo a togliere un incasso – continua Sacco -, ma questa proposta va in quella direzione e per noi il primo obiettivo è adottare soluzioni utili per la collettività, limitare i danni alla salute e alle tasche dei cittadini”.

Non è la prima iniziativa intrapresa dalla giunta Appendino per contrastare le ludopatie. “A ottobre abbiamo fatto un’ordinanza che delimita gli orari e per noi è molto importante. Purtroppo è stata sospesa dal Consiglio di Stato nell’attesa di una sentenza del Tar nel merito”, continua l’assessore. La decisione della giunta limitava a otto ore il funzionamento delle slot machine nel capoluogo piemontese, ma con la sua sospensione è stato ripristinato l’orario stabilito da un’ordinanza del 1998 che disciplina l’orario facoltativo di apertura delle sale giochi dalle 10 alle 2. Queste non dovrebbero essere le uniche azioni intraprese: “Stiamo studiando diverse soluzioni – conclude Sacco – Vogliamo cercare di arginare il fenomeno. Sappiamo che abolendole del tutto c’è il rischio di fare un favore all’illegalità, per questo li incentiviamo a fare interventi concreti”.

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