“Siamo stanchi, bisogna dirlo, 7 mesi per consegnare queste case, che case non sono. Nessuno ascolta i cittadini. Sono più che arrabbiata, sono delusa. Mi sembra che sono passati 7 mesi per avere 25 casette, anzi container travestiti da casette””. Sono le parole di una delle persone sfollate, Rita D’Annibale, interrompendo più volte, insieme ad altri residenti, gli interventi in corso alle cerimonia di consegna delle prime 24 Sae all’ex campo Lazio di Amatrice. “I Sae – ha aggiunto – sono per l’emergenza, dopo 7 mesi non siamo più in emergenza. Qui non si è fatto nulla e chi sta qui non è in grado di gestire la situazione, si dimettano tutti. Qui ad Amatrice, come in tutto il cratere, non è stato fatto nulla. Si parla di ricostruzione – conclude la sfollata – e devono ancora rimuovere le macerie dalle zone rosse”. La polemica è stata poi sedata dal sindaco di Amatrice, Pirozzi, il quale ha spiegato che quello non era nè il luogo nè il momento per avanzare rivendicazioni di quel genere.

Articolo Precedente

Matera, cercasi 14 medici: offerti 3mila euro al mese, bandi deserti da un anno

next
Articolo Successivo

Aldo Moro, il webdoc: la prima prigione del presidente Dc rapito il 16 marzo 1978

next