Facile, facile, come meglio non avrebbe potuto. La Juventus conquista i quarti, superando il Porto anche allo Stadium. Forte già del doppio vantaggio (gestibile) dell’andata, maturato grazie alla follia di Alex Telles, al ritorno ci pensa Dybala sfruttando un’altra espulsione, questa volta di Maxi Pereira che con un tocco di mano provoca il rigore trasformato dall’argentino. Un ottavo di finale più semplice di così sarebbe stato difficilmente pronosticabile. I bianconeri arrivano in carrozza tra le migliori otto d’Europa, viste da vicino ma mancate un anno fa per colpa degli sciagurati ultimi minuti dell’Allianz Arena. E aspettano ora di capire chi dovranno sfidare per conquistare un posto in semifinale. Obiettivo alla portata per quanto visto finora in Europa, soprattutto in fase difensiva: in otto partite i bianconeri hanno subito solo due gol. Nessuno ha fatto meglio.

Anche allo Stadium la Juve non ha mai rischiato. Chissà quanto per demeriti del Porto, squadra spuntata e incapace di avvicinarsi a Buffon anche in parità numerica. Il 2-0 di quindici giorni fa conta tanto. I bianconeri pensano innanzitutto a coprire gli spazi e poi attaccano con ordine quando i lusitani si scoprono. Una girata di testa di Mario Mandzukic, una di Dani Alves e un paio di folate di Paulo Dybala bastano per ricordare al Porto che non può sbilanciarsi perché la Juve può far male in ogni momento.

Infatti accade con puntualità, appena la manovra dei ragazzi di Allegri si fa avvolgente. Al 39’ Higuain batte verso Casillas a botta sicura, Maxi Pereira si sostituisce all’ex portiere del Real ‘parando’ il tiro dell’argentino e Hategan Ovidiu non ha dubbi: rigore ed espulsione per l’uruguagio. Dybala la piazza all’angolino basso e la Juve sblocca tutto grazie a un’ingenuità degli avversari. In Portogallo fu il doppio giallo di Telles ad aprire le praterie verso la qualificazione, allo Stadium ci pensa Pereira a mettere il sigillo sulla qualificazione.

Non che il Porto avesse fatto nulla per provare a ribaltare il destino, parzialmente segnato dal match d’andata. Abbottonati nel 4-1-4-1, poco veloci e incapaci di verticalizzare, gli uomini di Nuno Espirito Santo non tirano mai verso Buffon. Ci sono giusto un po’ di pressing alto nella fase centrale del primo tempo e un paio di scorribande anarchiche di Brahimi da segnalare in un sonnecchiante primo tempo che invece di riaprire il discorso qualificazione lo accompagna verso la rete di Dybala che rende superfluo il secondo tempo. La Juve è squadra troppo organizzata per farsi sorprenderne tre volte dai portoghesi in appena 45 minuti.

Anche quando accade – una volta, subito dopo l’intervallo – Soares grazia Buffon. L’ex attaccante del Vitoria Guimaraes a tu per tu con il portiere bianconero per un errore di Benatia angola troppo la conclusione. L’unico sussulto degli ospiti viene subito compensato da una svirgolata di Danilo (salvataggio di Casillas sulla linea) e un’occasione limpida per Higuain. Il conteggio delle palle gol juventine sale ancora con Mandzukic, mentre il Porto non ne combina più una, tranne che per un tiro di Jota nel finale. In totale controllo, la squadra di Allegri porta a casa il biglietto per i quarti. Farlo con maggiore scioltezza, sarebbe stato impossibile. Ora viene il bello.