Se non la smetti di prendere Cialis per fare porno diventerai impotente”. La carriera della pornostar Danny Wylde, promettente biondino 31enne originario di Los Angeles, è finita poco tempo fa davanti alle parole di un medico del pronto soccorso. Diagnosi: priapismo. Ovvero il pene che rimane involontariamente eretto in modo persistente e prolungato per molte ore. E per Danny, interprete di film come Occupy my ass e Guide to bondage for couples, si è accesa la spia del fine corsa. Niente più set di bdsm, gay, rough porn. “In otto anni di carriera sono finito al pronto soccorso tre volte. Tutte e tre le volte per priapismo”, ha spiegato in un’intervista a forbes.com Wylde, all’anagrafe Christopher Daniel Zeischegg. “Alla terza volta il medico mi ha detto che se avessi usato ancora quel tipo di farmaci si sarebbe accumulato tessuto fibroso-cicatriziale all’interno dei corpi cavernosi del mio pene causando gravi danni a lungo termine, perfino l’impotenza”. A quel punto Danny, una bella particina anche nella parodia di Star Wars a firma Axel Braun nel 2012, non ci pensa due volte. Si rimette le mutandine e getta nel water tutte le pasticchette di Cialis rimaste sul lavandino, senza più compiere quel ripetitivo gesto, immortalato oltretutto in un breve e notevole cortometraggio sulla sua carriera diretto da Matthew Kaundart.

Non credo che nel mio caso ci fosse una dipendenza fisica dal farmaco perché non ci sono stati effetti collaterali quando ho smesso di prenderli. Ma credo che, verso la fine della mia carriera, fossi diventato psicologicamente dipendente da Cialis”. Per Wylde, spesso legato mano e piedi, e “abusato” da bellezze hard del calibro di Bonnie Rotten e Gia DiMarco, si era come sviluppata un’ansia da prestazione sia sul set che poi nel letto di casa: “Non volevo che la mia compagna (Lily Labeau, anche lei pornostar, ndr) pensasse che a letto valessi meno che sul set dei film”. Un paio di mesi almeno, il tempo di decompressione e disintossicazione dalle performance hard, ora Danny si è dedicato alla produzione video in generale anche se, dice lui stesso, il 60% delle richieste proviene ancora dall’industria del porno, e le difficoltà nel ricominciare un percorso professionale da capo, senza prestare il proprio corpo al pubblico, non è facilissimo. “Le mie difficoltà non sono così insolite, almeno per chi ha speso un sacco di tempo in un settore e che poi tenta gradualmente di uscirne. In ogni campo, le persone vivono di lavoro proveniente dal passaparola di amici e colleghi dello stesso settore, ed è molto dura sviluppare nuovi tipi di rapporti, quando hai trascorso un decennio a fare sesso per vivere. E’ un po’ come ricominciare dal basso”.

Wylde iniziò la carriera di pornostar attorno al 2004 mentre studiava cinema rispondendo ad alcuni annunci su Craiglist e girando subito alcune scene di porno “straight”, gay e bisexual con kink.com. Carriera in notevole discesa, sia per le dimensioni naturali del suo pene, che di certo in questo ambiente aiutano, sia per le suddette iperprestazioni indotte da farmaci. Percorso che lo ha portato a guadagnare da 300 dollari a set, fino a 4000 dollari al mese con un contratto in esclusiva per una casa di produzione. “Penso che il porno abbia acquisito una brutta reputazione sia dai moralisti religiosi di destra, sia dalle femministe di sinistra anti-porno; ma allo stesso tempo il nostro settore non ha fornito una risposta precisa e forte a queste accuse. In fondo la realtà del mondo del porno è qualcosa di molto banale, simile alla vita di tutti i giorni”. Oggi Wylde si sta dedicando anche alla musica metal con la sua band Children, e alla letteratura. The Wolves that Live in Skin and Space: A Novel e Come to my brother sono i due romanzi usciti tra il 2015 e il 2016. “Ho conosciuto e lavorato per le migliori produzioni porno del momento. Sono soddisfatto. Ora sarà durissima, ma è tempo di cambiare vita e professione”.