Nona e ultima puntata di C’è posta per te, nona vittoria di seguito per il people show di Maria De Filippi, che ha incassato 4,7 milioni di spettatori e uno share del 23,69%. Dall’altro lato della barricata televisiva, sponda RaiUno, Ballando con le stelle si è fermato a 3,8 milioni (18,95%), a dimostrazione ulteriore dell’impossibilità di battere Nostra Signora della Tv. È finita la sfida diretta, adesso sarà tutto in discesa per Milly Carlucci? Nossignore, perché tra due settimane parte il serale di Amici e si rischia di continuare a prendere sonori schiaffoni. L’ammirevole impegno della Carlucci non è riuscito a strappare una vittoria o almeno un quasi pareggio, nonostante quest’anno a Ballando con le stelle ci siano sin troppi ingredienti, alla ricerca (forse ossessiva) del colpaccio.

Intanto, ieri sera C’è posta per te ha chiuso i battenti con il solito mix di storie strappalacrime e trash familiare, con tutta la redazione in studio alla fine e un lungo video celebrativo di questa edizione. Un video, tanto per confermare ancora una volta che i programmi della De Filippi sono la De Filippi, che si è chiuso con un “Grazie” firmato direttamente “Maria”. È il brand “Maria” che funziona, addirittura più dei programmi. È questo il punto di forza della De Filippi ma a lungo andare potrebbe rappresentare anche il punto debole. C’è posta per te sa parlare a una certa fascia di pubblico televisivo, è un “people show” emozionale ed emozionante, che provoca i telespettatori italiani sul tema più italiano che ci sia: la famiglia. Genitori degeneri che abbandonano i figli, figli a loro volta ingrati che non vogliono più parlare ai genitori, figli grati che, al contrario, vogliono celebrare pubblicamente i sacrifici di genitori poveri o segnati dalle tragedie della vita. La famiglia è il Sole attorno a cui ruotano i pianeti che compongono il sistema mariano. E in Italia non può che funzionare.

Ballando con le stelle ha un approccio diverso al pubblico: è una pomposa e pettinata festa di paese, con una padrona di casa impeccabile come Milly Carlucci che lascia il lavoro “sporco” a concorrenti e giuria. Lei mantiene lo stile di sempre, pudico quasi fino al monacale, mentre attorno a lei, impassibile e agghindata a festa, volano torte di fango che miracolosamente non la colpiscono mai. Ballando è un programma fatto bene, con cura e impegno. Ma rappresenta forse qualcosa di pre-moderno ed è per questo che non riesce a diventare iconico come il competitor di Canale5, nonostante i tentativi un po’ innaturali che Madama Milly ha messo in atto in questa edizione, arricchendo fin troppo il cast con Roberta Bruzzone (presenza incomprensibile) e Valerio Scanu (imbarazzante e totalmente inadatto al ruolo).

Le prova tutte, Milly, e di questo le va dato atto. Sino a oggi è andata male, ma con Amici sarà un’altra storia. Sarà dura, partirà svantaggiata assai, ma almeno potrà giocarsela di nuovo cominciando da zero. Fossimo nei suoi panni, però, proveremmo una volta tanto a giocare di sottrazione. Presi dalla frenesia della sfida (e dall’ossessione di battere chi forse in questo momento non può essere battuta), dalle parti di Ballando si sono lasciati prendere la mano. Anche meno, Milly. Magari perderebbe comunque, ma almeno senza snaturare la sua cifra caratteristica, il suo aplomb, un savoir-faire d’altri tempi che ha ancora un senso per larga parte del pubblico di RaiUno.